Montepaschi dimezza le filiali in città, a novembre la prima chiusura

Delle sei agenzie operative ne resteranno la metà. La prima chiusura scatterà il 19 novembre e c'è chi ha organizzato una petizione per salvare la filiale di quartiere

La banca MPS di Pietralacroce

Monte dei Paschi di Siena dimezza le filiali ad Ancona. Entro il 2021 delle sei operative resteranno attive solo quelle di Corso Garibaldi 99, via I Maggio 70 e la sede principale di via San Martino 27 oltre ai vari centri specialistici. Addio progressivo dunque alle filiali di via Rismondo, Piazzale Italia e Pietralacroce.

La banca di Pietralacroce

Quest’ultima chiuderà i battenti già il prossimo 19 novembre e tra i residenti è scattata una raccolta firme per un disperato tentativo di salvataggio. A promuovere la petizione è stata Susanna Dini, presidente del Pd Ancona, insieme alla residente del quartiere Elisabetta Raschia. «Avevamo saputo della chiusura in via ufficiosa, anche se avevamo capito che qualcosa non andava quando in tarda primavera la banca è passata da un orario a tempo pieno a un’apertura solo mattutina- racconta Elisabetta Raschia- all’inizio ci sembrava impossibile, perché il quartiere ormai conta parecchi residenti e diverse attività commerciali, non è una banca con difficoltà a lavorare. Le voci si sono poi rincorse finché abbiamo avuto la conferma che il 19 novembre c’è la chiusura». Circa ottanta le firme raccolte finora sui fogli lasciati al circolo Pace e Unione e in due negozi del quartiere, la tabaccheria e la macelleria. «Abbiamo anche buttato giù una lettera per il direttore dell’agenzia. Uno sportello bancario qui fa comodo- prosegue la Raschia- ci sono anziani che ne hanno bisogno e persone non automunite che magari hanno difficoltà a spostarsi in centro. D’estate è anche capitato che molti turisti di passaggio per le spiagge della riviera hanno chiesto a noi residenti dove si trovasse una banca. Insomma, con questa chiusura si perde molto». Susanna Dini non entra nelle motivazioni della scelta, ma sostiene che nel caso di Pietralacroce la chiusura creerà un forte disagio: «Essendo l’unica banca all’interno di un quartiere grande, molto attivo e con tante attività diverse questa cosa creerà un disservizio alla comunità di residenti e non solo. Per questo si è deciso di portare avanti questa petizione, come del resto era stata fatta proprio una raccolta firme per l’apertura di uno sportello bancario».

Una petizione la fece aprire

Ironia della sorte, lo sportello in questione venne aperto proprio dopo la sollecitazione di una raccolta firme. «Nell’88 facemmo una raccolta firme per portare la banca qui a Pietralacroce, ne raccogliemmo oltre 500, io fui uno dei promotori» spiega l’ex consigliere comunale Diego Franzoni. «Quella banca è un punto di rifermento da 27 anni e non ha mai avuto un momento di flessione, anche perché ci lavorano 4 persone e qualche mese fa qualcuno del personale mi disse che c’era tanto lavoro da sbrigare. Qui si razionalizza tutto, ma chi ci va di mezzo sono i cittadini»

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