Moda, timidi segnali di ripresa: nelle Marche 8800 aziende e 40mila addetti

Dal summit Confartigianato Moda, permangono le difficoltà ma ci sono timidi segnali di ripresa, grazie alla qualità dei prodotti, allo stile ed all'innovazione tecnologica

Una sfilata di moda (foto d'archivio)

Grande partecipazione al summit di  Confartigianato Moda che ha permesso di affrontare le principali questioni attinenti il settore, dal rinnovo del contratto di lavoro al nuovo quadro sanzionatorio per le violazioni della normativa sull’etichettatura di scarpe e prodotti tessili in vigore dal 4 gennaio 2018. Il decreto legislativo 190/2017, infatti, prevede multe dai 200 ai 20.000€ per chi viene meno alle indicazioni previste dalla direttiva europea 94/11, sui componenti delle calzature, e dal regolamento europeo 1007/2001, sulle fibre e la composizione dei prodotti tessili.

“Finalmente riusciamo ad avere delle azioni punitive abbastanza importanti, afferma Confartigianato Moda Ancona - Pesaro e Urbino. Partiamo dalla poca trasparenza in etichetta con sanzioni di 200 euro per arrivare a dichiarazioni mendaci sull’etichettatura dei prodotti tessili con sanzioni di 20mila euro e l’immediato sequestro delle merci. Ovviamente, questa è un’azione di controllo molto efficace ed i primi a guadagnarci saranno i consumatori finali, che potranno fare acquisti consapevoli". Nelle Marche sono 8.793 le imprese del settore (di cui 5.277 artigiane) che danno lavoro ad oltre 40.000 addetti (Ancona 1.342 imprese con 5.860 addetti, Ascoli Piceno 758 con 2.830 addetti, Fermo 3.246 aziende con 17.802 addetti, Macerata 2.247 ditte con 10.419 addetti e Pesaro e Urbino 1.221 aziende e 4.004 addetti) .

Confartigianato plaude all’operato della Guardia di Finanza anche per gli ultimi sequestri ( 7.000 pezzi)  ad Ancona di merce contraffatta o irregolare , una azione questa di vera difesa del Made in Italy, di tutela dei consumatori e di salvaguardia di posti di lavoro regolari. Un comparto, quello della moda,  strategico per la manifattura dell'intera regione di grande qualità, nel quale operano anche imprenditori terzisti che lavorano su commessa per grandi griffe e che è impegnato nel rinnovarsi e migliorare la propria competitività. Infatti le maggiori aziende, orientano il loro prodotto verso la qualità, con innovazioni e aggiornamento tecnologico, ricerca di styling con valorizzazione delle proprie creazioni, ed anche diretta commercializzazione con propri marchi. Nonostante le crisi, il tessile-abbigliamento e calzature mantiene una notevole valenza economica, adattandosi alle nuove sfide, interpretando al meglio le nuove tendenze della moda.  

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