Nelle Marche le migliori sale operatorie pubbliche, premio e nuove strutture in arrivo

Il riconoscimento per l’Azienda Ospedali Riuniti è arrivato dopo il confronto con diverse aziende ospedaliere pubbliche e private. Premio e novità per il Day Surgery

Foto di repertorio

Migliore struttura pubblica per quanto riguarda l’organizzazione e il funzionamento del blocco operatorio, seconda solo al Gemelli di Roma che fa però capo a una fondazione collegata al Vaticano. Nell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona non arriva però solo il nuovo riconoscimento che segue la certificazione dei percorsi assistenziali, ma anche l’annuncio di tre nuove sale dedicate alla chirurgia a ciclo breve che nei prossimi mesi prenderanno forma al sesto piano dell’ospedale regionale. Il punto è stato fatto mercoledì mattina nella sede della Direzione Generale dal Dg Michele Caporossi e dall’ex Responsabile delle Chirurgie Maurizio Sebastiani che da lunedì scorso è andato in pensione. Il riconoscimento è frutto di un confronto organizzato dal Forum Italiano sul Percorso Chirurgico, che il 21 e 22 settembre a Terni ha analizzato le performance di 40 aziende ospedaliere, 613 sale operatorie e oltre 37.000 interventi chirurgici. Tra gli ospedali con una capacità maggiore di 900 posti letto, Ancona ha battuto la concorrenza di Verona, Pavia e Padova ed è seconda solo al Policlinico Gemelli che però è un ente privato. La graduatoria è stata stilata dopo il confronto di 45 indicatori tra cui il raporto tra posti letto totali e quelli riservati alla chirurgia, il valore economico medio delle tecnologie in sala, l’utilizzo pianificato delle sale operatorie, l’utilizzo delle risorse umane e della tecnologia informatica. Al polo marchigiano, che comprende anche l’ospedale Salesi, è stato attribuito quindi un premio speciale. Oltre a questo, uno specifico riconoscimento è arrivato anche per le performance di eccellenza di sei discipline chirurgiche: Ortopedia/Traumatologia, Otorinolaringoiatria, Chirurgia senologica, Chirurgia della mano, Chiurugia plastica e Chirurgia maxillofacciale. 

Nel 2017 gli interventi chirurgici sono passati da 22.500 a circa 24.000: «Alla luce di questo risultato siamo motivati e attiveremo nei prossimi mesu una Day Surgery multidisciplinare al sesto piano di Torrette- ha annunciato Caporossi- questo ci permetterà di portare a circa 32.000 il numero di interventi». Non è solo una questione di numeri, ma anche di tempi. Oggi gli interventi che richiedono non più di un giorno di degenza vengono effettuati nel blocco operatorio centrale, con lo spostamento del ciclo breve (circa 5.000 interventi l’anno) sarà possibile aumentare il numero degli interventi di classe “A” (da doversi effettuare entro 30 giorni) e di tipo “B” (entro 60 giorni): «La nostra situazione ad ora non è ideale, dati del primo semestre del 2018 ci dicono che non riusciamo a rispettare i tempi per tutti gli interventi in classe “A”- ha detto Sebastiani- questo accade perché si sono ridotti gli ospedali di periferia, siamo in una fase di cambiamento della sanità Regionale e negli ultimi anni c’è stata la anche centralizzazione dei politraumi». 
 

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