Micro telefonini nelle parti intime per mantenere contatti con l'esterno: detenuti fermati dalla Penitenziaria

Anche il sindacato Sappe ha espresso i complimenti a tutto il reparto di Polizia Penitenziaria

Foto di repertorio

Erano riusciti ad eludere i controlli portando nelle loro celle dei telefoni cellulari talmente piccoli da poter essere nascosti nelle parti intime come fossero delle supposte. Micro telefonini capaci di superare i controlli dei metal detector e degli agenti di sicurezza. Ma sono stati proprio gli agenti della Polizia Penitenziaria anconetana, al termine di un’operazione di polizia giudiziaria coordinata dal comandate Nicola De Filippis, a scoprire i due detenuti. Non 2 uomini qualsiasi, bensì condannati in regime di alta sicurezza per reati legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Infatti il sospetto degli inquirenti è che i due super detenuti usassero quei cellulari non solo per comunicare con i familiari, ma anche per continuare a tessere le fila di un’attività criminale viva e legata a clan mafiosi di rilievo ai quali appartengono. E anche questo ora sarà oggetto di indagine della Procura dorica. 

Fatto sta che ieri i poliziotti della Penitenziaria del carcere di Montacuto di Ancona hanno scoperto tutto e sequestrato i 2 telefonini, anche più piccoli di un accendino. Gli agenti hanno trovato i 2 apparecchi perfettamente funzionanti della lunghezza di circa 6 centimetri. Talmente piccoli, leggeri ed essenziali da essere composti in gran parte da plastica e da poco materiale ferroso. Così i 2 detenuti erano certi di non allertare i controlli elettronici del carcere anconetano, arrivando nella loro cella dove poi, con tutta calma, potevano attivare i due telefonini e "lavorare" senza alcun intralcio. 

La soddisfazione del sindacato 

Anche il sindacato Sappe ha espresso i complimenti a tutto il reparto di Polizia Penitenziaria “per l’impegno profuso quotidianamente e per le soddisfazioni derivanti dai costanti sacrifici, posti in essere per contrastare l’attività illecita della criminalità organizzata. Il Sappe annota che nella struttura di Montacuto sono presenti solo 115 agenti rispetto ai 176 previsti da decreto ministeriale, a fronte di una popolazione detenuta sempre in aumento e che ha raggiunto il numero di 315 detenuti”. 

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