A due anni dalla sua scomparsa, Ancona non ha dimenticato Carlos

C'erano tutti: i compagni di scuola dell'"Istituto "Podesti Calzecchi - Onesti", il suo gruppo di amici più stretto con cui condivideva tutto. Ma anche molti genitori di amici e compagni di scuola

«Alza gli occhi al cielo turchese di un giorno nuovo o cercami fra le stelle che accendono la luce della volta celeste, fra le odorose ginestre gialle che incorniciano le nostre colline, cercami negli occhi di chi ami, nel silenzio del tuo cuore». Sono le prime parole con cui mercoledì 30 luglio si è celebrata la messa in ricordo di Joao Carlos Batista Neto Alves, il 18enne morto il 31 luglio del 2012 dopo esser stato travolto da un’auto lungo la Flaminia. La messa in suo onore si è tenuta nella chiesa di Cristo Divino Lavoratore di piazzale Camerino alle ore 18. E’ lì che tutti i familiari e gli amici del ragazzo hanno capito una cosa: Ancona non ha mai dimenticato Carlos. Alla messa che doveva celebrare i due anni da quel tragico evento, non ha voluto mancare nessuno di coloro che, almeno una volta nella loro vita, hanno stretto la mano al giovane italo-brasiliano.

C’erano tutti: i compagni di scuola dell’Istituto “Podesti Calzecchi - Onesti”, il suo gruppo di amici più stretto con cui condivideva tutto. Ma anche molti genitori che in qualche modo avevano conosciuto quel ragazzo che sapeva farsi ben volere da chiunque. Una chiesa piena di persone. Tutti anconetani che sono arrivati all'appuntamento  Posatora per salutare Carlos che, a distanza di 2 anni, vive ancora nel ricordo di molti. Seduti davanti ad un quadro che raffigurava il volto di Carlos, c’era Angelo, i fratelli Kerolain e Christian, i nonni, gli zii e i cugini. Ma soprattutto la mamma Jacqueline, che dopo la funzione ha voluto solo dire poche parole: «Vorrei oslo una giustizia, per quello che è successo, che deve ancora arrivare».

Jacqueline si riferisce a quello che successe 2 anni esatti fa, quando Carlosdopo aver lottato per 3 giorni, morì. Erano le 13 del 27 luglio 2012 quando la macchina lo aveva lasciato a piedi lungo via Flaminia, all’altezza della frana Barducci. Era sceso per mettere il triangolo, ma venne falciato da un’auto che procedeva lungo la corsia di sorpasso. 

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