Delegazione Pd da Max Fanelli, Rosato: «Ci impegniamo per una legge sul fine vita»

A pochi giorni dalla calendarizzazione della proposta di legge popolare sul “fine vita”, Rosato è andato sabato a casa di Fanelli, insieme al sindaco Maurizio Mangialardi, il deputato Emanuele Lodolini e la senatrice Silvana Amati

Max Fanelli con Rosato - Mangialardi - Amati - Lodolini

«Posso assicurare l’impegno del Partito Democratico per una legge sul fine vita». Con queste parole il capogruppo alla Camera del PD Ettore Rosato si è rivolto a Max Fanelli, il senigalliese malato di Sla che, in una recente intervista esclusiva ad Ancona Today ha detto di essere felice ma pronto a morire facendosi staccare la spina. A pochi giorni dalla calendarizzazione della proposta di legge popolare sul “fine vita”, Rosato è andato sabato a casa di Fanelli, insieme al sindaco Maurizio Mangialardi, il deputato Emanuele Lodolini e la senatrice Silvana Amati. Dopo aver accolto gli ospiti, Max, grazie al lettore ottico, ha illustrato quali atroci sofferenze psicofisiche debbano sopportare i malati terminali come lui, aggravate dalla negazione della libertà di scelta e autodeterminazione. 
L’onorevole Ettore Rosato ha espresso profonda ammirazione per il coraggio e la fermezza con cui Massimo Fanelli sta conducendo questa battaglia, lo ha ringraziato per la possibilità di capire meglio e da vicino la situazione che vivono le persone nella sua condizione e, soprattutto , ha elogiato le modalità inclusive e non conflittuali che hanno caratterizzato l’azione del movimento #iostoconmax. L’incontro si è concluso con l’impegno del capogruppo PD affinché l’imminente discussione alla Camera giunga finalmente a un testo di legge che regolamenti il “fine vita” e il “testamento biologico”. 

«A due giorni dalla notizia della calendarizzazione -  ha detto Max Fanelli - l’impegno di Rosato non può che farci piacere, accresce in noi la speranza e la determinazione a proseguire la battaglia che, ne siamo consapevoli, sarà comunque dura e complicata. Max ha poi consegnato all’On. Rosato una lettera che riportiamo integralmente:

“Onorevole Rosato , mi chiamo Massimo Fanelli, ho 55 anni e da settembre 2013 sono malato di SLA. Vivo, o sarebbe meglio dire sopravvivo, grazie alla tracheotomia che mi permette di respirare, e alla PEG con la quale vengo alimentato e curato. Non riesco più a parlare, muovervi, respirare e mangiare quindi ed ho bisogno di assistenza 24 ore su 24. Sono imprigionato dentro il mio corpo, completamente immobile e riesco a leggere, scrivere, navigare su internet e comunicare grazie ad un computer a controllo oculare. Credo si possano immaginare quali atroci sofferenze psicofisiche debbano sopportare i malati gravi come me. Ma ciò che impossibile capire ne sentire in profondità, é quel mostro fatto di dolori sparsi, disagi fisici, sogni infranti, speranze azzerate, che accompagna noi malati terminali ad ogni respiro. Tutto questo aggravato dalla frustrazione dovuta alla consapevolezza che ci viene negata la libertà di decidere se e come accettare questa situazione e la dignità di sentirci uomini capaci di pensieri e decisioni. Molti politici e parlamentari, hanno mostrato di aderire al mio appello per avviare una discussione parlamentare e legiferare sul fine vita. Intanto ogni anno, centinaia di malati terminali sono costretti ad andare a risolvere i loro intollerabili dolori psicofisici all' estero. Migliaia di cittadini italiani, laici e soprattutto cattolici, hanno aderito al movimento #iostoconmax, nato per spiegare all'opinione pubblica i perché di una legge sul fine vita e motivare i diritti dei morenti, promuovendo anche iniziative parlamentari.  La realtà, é che tanta gente, per svariati motivi, anche strumentali, riduce il tema del fine vita, al termine eutanasia, deviato nel suo significato ed ancorato alle attività del periodo nazista. Il fine vita invece si occupa solo dei morenti e deve far chiarezza nel caos legislativo ed altre mancanze che, coerentemente all’articolo 32, comma 2 della costituzione, va a definire:, il testamento biologico, il riconoscimento del pc come strumento per manifestare le volontà, quali sono le cure palliative, vedi il caos intorno alla niv, ovvero il respiratore automatico, la tutela dei caregivers costretti a licenziarsi per dare assistenza indispensabile, ed infine il processo eutanasico, ovvero come rispettare le volontà del morente, evitando problemi di natura legale. Desidererei ora, sapere cosa ne pensa. Siamo a sua totale disposizione. Massimo ‘Max’ Fanelli . “Io sto con Max”

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