Eutanasia, il grido di rabbia di Max Fanelli: «Avrei dovuto pensare subito al suicidio»

E’ la dichiarazione choc di Max Fanelli che oggi confessa come, alla luce del silenzio della politica sulla sua condizione, col senno del poi avrebbe preso in seria considerazione l'idea del suicidio per evitare tutto ciò

Max Fanelli

«Tornassi indietro prenderei in seria considerazione l'ipotesi del suicidio». E’ la dichiarazione di Max Fanelli, il senigalliese malato di Sla che ormai da settimane ha sospeso le cure palliative. Parole dure. Segno della frustrazione e della rabbia che monta dopo mesi trascorsi a lottare contro la muraglia del silenzio della politica. «Le fatiche di operare ogni giorno per cercare di avere una legge sul fine vita e la vostra indifferenza mi hanno portato a pensare all'ipotesi di un suicidio all'inizio della patologia - spiega Max Fanelli - Non tanto per evitare la sofferenze dovuta ad una morte dolorosa e preannunciata, quanto per evitare un ulteriore e grave offesa esercitata da voi legislatori». 

Già, perché in questi mesi Fanelli, già provato dalle sofferenze personali, ha fatto di tutto per far sì che la sua condizione fosse di esempio alla politica, affinchè tutta si sedesse intorno ad una tavolo e discutesse di fine vita. Per tutti i Max Fanelli del paese. Così ha registrato un video appello per chiedere che si parlasse di fine vita, ha dovuto rivolgersi a legali e notai per far valere il suo testamento registrato tramite il comunicatore vocale, ha parlato alla platea di un incontro pubblico dove erano presenti politici locali e nazionali, la sua voce elettronica ha aperto un convegno al Senato, si è incatenato al centro di Ancona, ha ricevuto l’attenzione e la solidarietà di uomini di Chiesa, ha inviato un video a Papa Francesco, ha ricevuto le visite di Pippo Civati e del Presidente della Camera Laura Boldrini, insieme ai suoi amici dell’associazione “Io sto con Max” ha bombardato per un fine settimana intero le caselle e-mail e i profili Twitter dei capigruppo alla Camera per attirare la loro attenzione. Alla fine ha smesso di curarsi, per poi ricevere una lettera del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in cui gli chiedeva di riprendere i farmaci palliativi e lui ha risposto: «Vado  avanti Presidente».

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E oggi Max reagisce con la rabbia di chi non ce l’ha fa più perché semplicemente ignorato. «Comportarsi con indifferenza di fronte al dolore di malati terminali é riprovevole - conclude Fanelli - Cari legislatori, in questo modo state mancando non solo al dovere istituzionale delegatovi dal popolo, ma state offendendo anche le morale cristiana, ovviando ad un comportamento di disponibilità e misericordioso».

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