Eutanasia, "Io sto con Max": «La Chiesa è arrogante e pretestuosa»

Queste le dichiarazioni dopo l’articolo apparso sul sito d’informazione diocesano di Pesaro-Fano-Urbino “Il Nuovo Amico” e sottoscritto da circa una ventina di associazioni di chiara ispirazione cristiana cattolica

Max Fanelli

SENIGALLIA - Queste le dichiarazioni del gruppo "Io sto con Max", dopo l’articolo apparso sul sito d’informazione diocesano di Pesaro-Fano-Urbino “Il Nuovo Amico” e sottoscritto da circa una ventina di associazioni d ispirazione cristiana cattolica.

«Come gruppo siamo decisamente sconfortati dai modi e dai termini di netta chiusura utilizzati, che sono indice di come certamente non dovrebbe essere affrontato questo delicato argomento del “Fine-Vita” in generale, e dell’istituzione del registro per i testamenti biologici da parte del Consiglio comunale di Pesaro, nel particolare. Tanto per cominciare, accusare chi da oltre nove anni chiede una legge che regolamenti il “Fine-Vita”, di essere una “lobby radicale”, è decisamente uno dei tanti modi per adulterare la realtà dei fatti. Quindi una ricerca diconfronto che parte con i peggiori presupposti possibili. Se poi nell'elenco di associazioni che hanno sottoscritto quel comunicato, si riscontrano una moltitudine di associazioni finanziate direttamente dalla CEI, proprio peresercitare pressioni ed ingerenze sulla politica e sulle Istituzioni italiane, ecco che certe accuse risultano non solofalse, ma anche ipocrite .Per il bene di ogni libero cittadino alla ricerca di una corretta informazione sulle questioni e sull'argomento in sé, da parte nostra è opportuno specificare che un qualsiasi “registro comunale per le DAT” non è assolutamente in contrasto con un eventuale “registro delle solidarietà”. Hanno semplicemente delle finalità diverse e sono entrambi utili e degni strumenti per tutelare i diritti di ogni cittadino. Lodevole che il registro delle solidarietà abbia avuto importanti aperture istituzionali, ed altrettanto lodevoli sono i reiterati inviti a legiferare mossi da Presidenti della Repubblica, della Camera e del Consiglio di Stato, per una legge che regolamenti il “Fine-Vita” o una legge che conceda la possibilità di dichiarare anticipatamente le proprie disposizioni in materia sanitaria, tra le altre cose legittimate dai principi contenuti nella nostra Costituzione (Art. 3, 16 e 32), e da svariate sentenze.»

LA CHIESA. «Come spesso accade - continua il gruppo -  registriamo come la Chiesa attraverso le sue ramificazioni si intromette in modo arrogante, nonché pretestuoso, nella vita politica locale, oltretutto con incompetenza. Ieri intanto è stata rimandata la votazione per l’istituzione del registro DAT a Pesaro, che avrebbe dimostrato un vero salto di civiltà da parte del Municipio. Alla notizia, Max Fanelli, il senigalliese malato di SLA che da oltre un anno porta avanti la battaglia per una legge sul “Fine-Vita” ha dichiarato: “Mi auguro che il Sindaco Matteo Ricci sappia far fronte a questa ingerenza. In caso contrario dovrebbe dimettersi per aver ovviato ai criteri inderogabili che fanno dell’Italia uno Stato laico, come previsto dalla Costituzione, la quale attribuisce all'uomo il diritto di scelta di " Se e come" potersi sottoporre a cure mediche, e naturalmente rifiutare ogni accanimento terapeutico.»

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