Via Astagno: il “market solidale”, una spesa fatta di dignità

Molto più che un "supermercato dei poveri": un servizio gestito con perizia e umanità dalla Caritas diocesana, dove l'aiuto si accompagna al reinserimento sociale e alla promozione dell'individuo

Nella foto: il market solidale di via Astagno

La Caritas diocesana Ancona-Osimo e l’associazione “Santissima Annunziata ONLUS”, site in via Podesti,  hanno da sempre contrastato la povertà del territorio anconetano con una serie di servizi, tra cui quello storico dei pacchi viveri, rivolto a chi avesse bisogno di un aiuto in generi alimentari.
A partire dall’Ottobre scorso, dopo uno studio attento, è nato un nuovo progetto che ha sostituito il classico pacco viveri: il “market solidale”.
L’iter di questo nuovo servizio, ad oggi pienamente operativo, parte dal “centro di ascolto”, dove i volontari incontrano le esigenze delle persone che chiedono aiuto e, sulla base di vari elementi, tra cui il numero di componenti familiari, distribuiscono dei ticket con una quantità di punti che possono essere spesi in maniera gratuita all’interno del market. Si possono trovare alimenti di ogni genere, dalla pasta al riso, dai legumi ai dolciumi, fino agli alimenti freschi come i formaggi, la frutta e la verdura. Inoltre la Caritas mantiene una collaborazione forte con il Comune di Ancona che, attraverso i propri assistenti sociali, segnala alcune persone al centro d’ascolto.

Tra i poveri che si rivolgono al market solidale ci sono storie di vita diversissime tra di loro. Il market serve le famiglie, come i giovani coniugi Hernandez: lui, che a 36 anni si ritrova disoccupato, vive insieme alla moglie con 900 euro al mese, non possono contare su aiuti parentali e si prendono cura del loro bambino di due anni. Il market  aiuta anche persone singole come Armando, un uomo di 66 anni, separato, solo, che vive con 744 euro di pensione al mese e una casa di proprietà ma, venendo da una famiglia problematica, ha difficoltà nel gestire questi soldi.
Il sogno dei volontari della Caritas era quello di fare un passo in avanti rispetto al servizio precedente che, per quanto importante, teneva l’utente in una condizione di eccessiva passività.

Ce lo spiega bene Simone Breccia, coordinatore dell’associazione S.S. Annunziata: “Avendo a cuore l’aspetto pedagogico ed educativo, abbiamo pensato che il servizio dei pacchi viveri potesse avere uno scatto in avanti, con il presupposto che oggi, fare la spesa, è diventato un momento importante di scelta in cui possiamo esprimere quasi un voto economico. Si da precedenza ad un prodotto perché è più etico o più conveniente o più congeniale a noi stessi, ma è pur sempre un processo di scelta e questo si sposa benissimo con il nostro progetto di sviluppo di un’autonomia della persona.”
Il market dunque non solo come aiuto ma come fattore di reinserimento sociale. “[…]Questa spesa  - prosegue Breccia – che può essere fatta più volte al mese, facilita anche molto la relazione con i volontari e gli operatori, con cui si instaura una relazione non solo di aiuto, ma di empatia. Cosa che ci permette di vedere una faccia diversa  rispetto la povertà e di dare un contributo alla lotta contro questa, fatta in maniera dignitosa e, mi sembra di poter dire, nell’ottica della promozione dell’individuo.”

Oggi si parla troppo facilmente di ricchi e di poveri ma la povertà, al di là dei tecnicismi e degli stereotipi,racchiude un’infinità di condizioni sociali e storie di vita vissuta. Con il market solidale, l’evoluzione che si cercava c’è sicuramente stata, non tanto per il fatto che oggi una persona può scegliersi il numero di pacchi di pasta, quanto per il fatto che in quel quarto d’ora circa che passerà nel market di via Astagno, potrà essere responsabile di piccole scelte di vita quotidiana e avere un contatto umano che magari mancava da parecchio tempo nella sua vita.
 

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