La griffe della moda venduta all'insaputa dei soci: sequestrati titoli, case, supercar e rolex

Verbali falsificati e un marchio che vola a San Marino per poi essere rivenduto. Quasi una spy story per 700mila euro. Nei guai finiscono quattro persone

(immagine di repertorio)

Il marchio di una nota griffe della provincia di Ancona che viene venduto a un'azienda di San Marino per 700mila euro. La stessa poi lo cede a una ditta pugliese che, a sua volta, lo rivende a un imprenditore. Ma quello dietro quella che sembra una normale procedura d'affari si celava una sorta di spy story nel mondo della moda con tanto di verbali falsificati. A far luce sull'intera vicenda ci ha pensato il Nucleo di Polizia Tributaria la Guardia di Finanza di Ancona che, delegata dalla Procura, ha dato il via a un'indagine che, al momento, vede quattro persone indagate per  appropriazione indebita, riciclaggio, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e falsità in atti. Un passo indietro. La storia muove i primi passi nel marzo 2015. Uno dei soci amministratori della ditta in questione, all'insaputa degli altri, falsifica il verbale di un'assemblea arrogando su di sé i diritti sul marchio aziendale. 

Aiutato dalla convivente e da una dipendente si sarebbe poi rivolto a un brooker – esterno all'azienda – che lo avrebbe messo in contatto con una ditta di San Marino. La stessa, quest'ultima, che ha acquisito il marchio per 700mila euro, per poi rivenderlo a un'azienda pugliese. I viaggi del marchio sono stati ricostruiti dalle Fiamme Gialle attraverso indagini sui flussi di denaro. I soldi della compravendita iniziale – i famosi 700mila – sono finiti in vari conti italiani riconducibili agli indagati. La Procura ha chiesto e ottenuto dal gip sequestri preventivi per equivalente che hanno portato sigilli a numerosi beni intestati o comunque riconducibili ai quattro indagati. Azione resasi necessaria per il tentativo degli stessi, alle prime perquisizioni, di prelevare somme di denaro in banca per sottrarle al sequestro. Sotto sigillo sono finiti denaro, e beni di lusso: auto (una Range Rover Evoque, una Range Rover Sport ed una Mini Cooper), un Rolex, quota parte del valore di due appartamenti, fondi di investimento nella disponibilità degli indagati. Il procedimento penale versa attualmente in fase di udienza preliminare. 

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