Ex A. Merloni: proteste all’Unicredit e alla sede INPS, 700 posti a rischio

Gli operai hanno sfilato in corteo e bloccato l'entrata della banca. Strappate finte carte di credito. Il direttore Inps Ricci è sceso dai manifestanti, che hanno anche avuto la sospensione della cassa integrazione

Sono partiti in centocinquanta da Fabriano, a bordo di una cinquantina di auto, e hanno sfilato in corteo fino ad Ancona, per protestare davanti alla sede dell’Unicredit e a quella dell’INPS (avendo anche la cassa integrazione sospesa):  sono gli operai dell'ex Antonio Merloni, che rischiano di restare senza posto di lavoro dopo che il Tribunale di Ancona ha annullato la vendita dell'azienda elettrodomestica alla J.P. di Giovanni Porcarelli. I giudici hanno accolto il ricorso di un pool di banche creditrici dell'A. Merloni, capitanato da Unicredit.

FIM-CISL. “Questa sentenza oltre che mettere in difficoltà un progetto industriale che era un inizio di procedura fallimentare di Antonio Merloni, mette in difficoltà oltre 700 persone” dichiara Andrea Cocco, della Fim-Cisl “Noi pensiamo che il sistema creditizio in Italia debba aiutare le imprese e favorire
il lavoro. In questa situazione le banche - capofila Unicredit - stanno mettendo in difficoltà un progetto industriale di un imprenditore che vuole andare avanti e stanno mettendo in difficoltà il lavoro ed il salario di oltre 700 persone. Questo è vergognoso”.
"Se non iniziamo a parlare a Fabriano e in tutte le Marche di lavoro e di impresa – conclude Cocco finiranno le imprese e finiranno i lavoratori: e a che cosa serviranno poi le banche?”

FIOM. Secondo Fabrizio Bassotti, della Fiom “Siamo all'ennesimo disastro industriale sul territorio. Si era riusciti a mettere una toppa con l’arrivo di Porcarelli, poi è arrivato un pool di banche che ha fatto saltare tutto in nome di speculazioni finanziarie. La situazione è gravissima, noi protestiamo contro le banche e continueremo a protestare contro queste banche fino a quando non faranno un passo indietro”.

UNICREDIT. Al grido di “Vergogna! Vergogna!” Il corteo ha sfilato davanti a Bankitalia per poi raggiungere  la sede dell’Unicredit a Piazza Roma. Davanti alla banca i manifestanti hanno chiuso gli ingressi impedendo l’accesso di clienti, perché “la banca deve subire un danno da questa manifestazione” ma hanno specificato che non hanno nulla contro i lavoratori, ma solo contro la dirigenza. Delle carte di credito fac-simile sono state strappate simbolicamente davanti al bancomat in segno di protesta.

INPS. La protesta è poi proseguita fin sotto il palazzo dell’INPS: i lavoratori hanno infatti subito la sospensione del pagamento della cassa integrazione. Il corteo ha invocato la presenza del direttore provinciale dell’INPS di Ancona, Francesco Ricci, che è uscito per parlare con i manifestanti. “A livello territoriale siamo pronti” ha garantito Ricci, spiegando che Ancona è in attesa delle verifiche della sede nazionale della Previdenza Sociale e del Ministero del Lavoro. I sindacati chiedono però risposte precise già da dieci giorni, e inoltre anche quando da Roma avranno dato il via libera, dovrà trascorrere un altro intervallo di 7-10 prima che gli operai possano vedere il denaro nei loro conti, dunque la preoccupazione è molto alta.

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