Selvatici: «Non solo cinghiali, vogliamo sparare anche ai piccioni»

Cia, Copagri, Confagricoltura e altri dopo l'accordo tra Regione e Coldiretti chiedono misure anche contro gli altri animali. Polemica contro le Comunità montane: «Vergogna»

La manifestazione davanti a Palazzo Leopardi

Circa 200 persone a sfidare il freddo alla manifestazione indetta da Cia, Copagri, Confagricoltura, Frima, Fedagri da tutte le Marche con 6 trattori davanti alla Regione per chiedere di dar seguito alla delibere approvate dalla giunta regionale la scorsa settimana. Le richieste sono le stesse portate avanti da Coldiretti che, la scorsa settimana, ha annunciato la sospensione del suo stato di agitazione dopo la conferenza stampa congiunta con il governatore regionale Luca Ceriscioli a spiegare le iniziative della Regione Marche. Tra queste la possibilità di cacciare o catturare (a seconda se si è in possesso della licenza di caccia) i cinghiali da parte degli agricoltori all'interno del proprio terreno agricolo. Ma gli agricoltori di questo fronte non si vogliono fermare ai cinghiali. Intanto perché occorre attendere gli sviluppi dei provvedimenti. E poi perché il fronte si apre anche agli altri selvatici: storni, piccioni, cornacchie, lupi. Presenti alcuni sindaci del territorio, soprattutto del pesarese, tra cui quelli di Pergola, Fratterosa, San Lorenzo in Campo.

Una delegazione delle associazioni ha incontrato la vicepresidente Anna Casini. Ceriscioli, assente per impegni all'estero, ha promesso un incontro per venerdì 23. «Incontro positivo - ha detto Gianfranco Santi, direttore di Cia Marche - è vero che il problema dei cinghiali con le delibere ha dato dignità agli agricoltori ma ci sono altri problemi che riguardano gli altri selvatici che vanno a danneggiare il lavoro degli agricoltori. Abbiamo chiesto interventi e ci è stato detto che la Regione intende interrogare l'Ispra per sapere se ci si può muovere sulla scia di quanto deciso per i cinghiali. Per gli incidenti stradali, fermi dal 2015, ci è stato detto che saranno pagati a breve». Momenti di tensione quando è stata data la parola a Michele Maniani, presidente dell'Unione delle comunità montane. «Non avete mai fatto un c.... per noi. Ci avete lasciato da soli. Vi dovreste vergognare! E che adesso veniate qua a prendere applausi è davvero di cattivo gusto!» è stato urlato dal pubblico.

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