Fratture a gambe e costato su una neonata di 2 mesi, genitori sotto accusa

Il Tribunale per i Minori delle Marche ci ha messo poco a revocare la responsabilità genitoriale ai due imputati che, dopo il rinvio a giudizio, devono affrontare la prima udienza dibattimentale

Foto di repertorio

La afferravano per le braccia “costringendola” a camminare, come si farebbe con un burattino. Ma lei aveva solo 2 mesi e non era un pupazzo con cui giocare, non era di legno e non aveva fili da tirare. Il suo era un corpicino fragile che avrebbe dovuto trovare il calore di genitori amorevoli quando invece ha dovuto subire le percosse di una madre incapace di sopportare il suo naturale pianto, mentre il padre, con troppa facilità, si sarebbe voltato dall’altra parte.

Una caso emerso nel gennaio 2016 quando la bimba fu trasferita dal Pronto Soccorso di Perugia all’ospedale Salesi di Ancona, pochi giorni dopo un ricovero a Fabriano. I medici anconetani effettuarono tutta una serie di analisi tra cui diverse radiografie. L’esito? La piccina non solo aveva diverse fratture a gambe e costato ma queste stavano seguendo corsi di rimarginazione differenti, a riprova di come avesse subito lesioni riconducibili a più circostanze. Più di una duqnue, nei primi due mesi di vita, se di vita si può parlare per chi non ha mai conosciuto braccia adulte tra cui trovare sicurezza e conforto appena venuti al mondo. Già, perché lei, nata a fine 2015 a Fabriano, ha trovato due genitori che l'avrebbero percossa fin dai primi giorni. Almeno secondo la Procura di Ancona, che li accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni gravissime. Secondo le indagini del pm Valentina Bavai, i due le facevano sbattere la testa contro i mobili di casa, la afferravano per le braccia “costringendola” a camminare e quando piangeva, loro, mamma e papà, non avrebbero trovato soluzione migliore che scuoterla. Tanto che alla fine gli specialisti anconetani le hanno diagnosticato una sindrome rara: quella del bambino scosso per cui i neonati soggetti a violenze e scuotimenti della testa riportano danni neurologici gravi. Sarebbero da ricondurre proprio a quegli scossoni le petecchie intracraniche e gli ematomi cerebrali evidenziati nelle analisi all'ospedale dei bambini di Ancona nel febbraio 2016. E’ lì che si attivò l’Unità di crisi del Salesi, dando il via ad un'inchiesta da brivido che vede al centro una vita segnata per sempre. 

Il Tribunale per i Minori delle Marche ci ha messo poco a revocare la responsabilità genitoriale ai due imputati. La madre è difesa dagli avvocati Matteo L'avvocato Laura VersaceVincenzo Cartolano e Domenico Cartolano del foro di Roma mentre il padre rigetta ogni accusa ed è difeso dall’avvocato Laura Versace (in foto) che ha detto: «Non ritengo opportuno rilasciare alcuna dichiarazione in merito al procedimento in quanto sono appena stata nominata». Fatto sta che i due genitori non vedono la loro figlia da 19 mesi, durante i quali la piccola è stata sempre seguita dall’avvocato Eleonora Tagliabue che, in qualità di tutrice, si è anche costituita parte civile al processo che, dopo il rinvio a giudizio dei due, vede fissata la prima udienza dibattimentale per il 10 ottobre. Un processo in cui peseranno anche le conclusioni delle analisi cliniche del Direttore Dipartimento Scienze Biomediche e Sanità Pubblica dell’università Politecnica Adriano Tagliabracci che, nella forma dell'incidente probatorio, ha parlato di condotte “ palesemente maltrattanti e dolose”. 

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