Maltempo, negozi allagati e commercianti imbufaliti: «Serve manutenzione, non feste»

Negozi allagati nel quartiere Adriatico durante l'acquazzone di lunedì. Commercianti imbufaliti e merce buttata

Lara Montanari, titolare "Strip Moda"

Via Rismondo lunedì pomeriggio era diventata un torrente. L’acqua che scendeva dalla Panoramica fino al Viale della Vittoria ha trasformato quella parte di quartiere Adriatico in un posto quasi buono per fare rafting allagando alcuni negozi. Il flusso e i gorghi, che nello scendere a valle tiravano giù sporcizia di ogni tipo, hanno creato non pochi problemi ai commercianti della parte bassa della via. A farne le spese più di tutti sono state Lara Montanari, titolare del negozio di abbigliamento “Strip Moda” e Marta Pilesi, dipendente del negozio “Momenti di Tè”. L’acqua ha lambito anche la vetrina della macelleria accanto, senza però creare danni all’attività commerciale, come ha spiegato il titolare Fabio Chiappa. Mezza giornata di incassi buttati al vento, invece, per le altre due attività.

«Qui è un'abitudine»

Sia “Strip Moda” che “Momenti di Tè” hanno avuto bisogno di un ulteriore giro di pulizia ieri mattina, perché dalle fessure interne usciva ancora l’acqua che si era infiltrata durante il pomeriggio precedente. All’ingresso del negozio di abbigliamento ieri c’era ancora la tavola in legno con cui Lara ha cercato invano di bloccare l’allagamento: «La tavola la mettiamo ogni volta che c’è un acquazzone, perché qui la cosa è abituale – ha detto la commerciante – sono qua da 19 anni e quasi sempre ho dovuto raccogliere acqua». L’allagamento ha creato problemi alla base dei mobili in legno, bancone compreso, e rischiava di mandare in corto circuito una presa elettrica: «Dalle 16 alle 20 non ho lavorato, se non per asciugare il locale con mio marito e mia madre. Quanta ce n’era? Circa cinque dita – ha continuato Lara- è andata bene che l’acqua non è entrata nella vetrina, perché altrimenti avrei dovuto buttare la roba in esposizione». La ragazza ha ribadito più volte che il problema non è occasionale: «Oramai ho imparato a non tenere più le scatole a terra, ma la notte se è previsto un acquazzone non si dorme, se non mettiamo la tavola praticamente rischiamo di non trovare più nulla». Il dito è puntato sui tombini: «Si chiudono subito e non riescono a ricevere il flusso d’acqua, c’è bisogno di manutenzione – ha aggiunto Lara- la sindaca si preoccupa solo delle feste di integrazione, qui la mattina successiva eravamo ancora a pulire il negozio dalle cicche di sigaretta portate dall’acqua».

Merce buttata

Dello stesso avviso Marta Pilesi. Ha dovuto gettare via ben 12 scatole di caffè per l’allagamento che non ha risparmiato il magazzino in fondo al locale. Valore complessivo della merce, oltre 200 euro ma nella conta dei danni si aggiunge qualche altra centinaia di euro di mancato incasso. «Davanti al negozio si era formata una conca d’acqua e la gente non entrava- ha spiegato la commerciante- il tombino all’incrocio tra via Rismondo e il viale della Vittoria era tappato, AnconAmbiente è arrivata solo quado oramai era passato il grosso del flusso». E’ andata meglio alla macelleria Chiappa: «C’è stata una pioggia fuori dal normale, almeno due volte all’anno in questa zona succede sempre – ha detto Fabio Chiappa- ha solo bagnato la vetrina ma non abbiamo avuto danni all’attività commerciale». 

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