Live e video, origami e proiezioni per l’applaudita Madama Butterfly

Successo per la prima della stagione lirica al teatro Pergolesi. Il regista jesino Matteo Mazzoni torna in città dopo tre anni di assenza e fa il pieno di applausi

Una scena della Madama Butterfly

Che bel ritorno per Matteo Mazzoni sul palcoscenico della sua Jesi. Tanti applausi per la regia di Madama Butterfly, la tragedia giapponese di Giacomo Puccini che ha aperto ieri sera la 52esima stagione lirica del teatro Pergolesi. Butterfly che è anche la prima donna di un cartellone tutto in rosa che prevede, nel suo prosieguo, anche l’altra pucciniana Turandot e la Carmen di Bizet per una stagione in compagnia delle grandi protagoniste della storia del melodramma. Mazzoni, nato a Jesi 42 anni fa, mancava in città dal Re Enzo del Festival Pergolesi Spontini 2016. In mezzo tanto lavoro tra l’Italia e l’estero. E ieri, dunque, alla direzione di questa Madama Butterfly la cui scena muta tra origami, maschere tradizionali giapponesi e videoproiezioni che si sovrappongono e poi si mescolano agli interpreti con grande suggestione fin dall’arrivo della nave Lincoln dalla quale scenderà l’ufficiale della Marina Pinkerton (Francesco Fortes, tenore potente ma con qualche sbavatura) pronto a prendere in sposa la geisha Cio Cio San (la soprano Silvia Pantani, bravissima e di grande espressività nel suo tormentato amore dal finale tragico), salvo poi tornarsene in patria lasciando la poveretta sola, rinnegata dalla famiglia (emozionante l'arrivo dello Zio Bonzo, Andrea Tabili, con Butterfly circondata di maschere e di disprezzo "Venite tutti. Andiamo! Ci hai rinnegato e noi tutti ti rinneghiamo!"), pressoché al verde, con un figlio da sfamare e l’illusione di un ritorno. Sentimenti ritmati da piogge.

L’amore iniziale, effimero come i fiori di ciliegio i cui petali planano sulla scena. Altri fiori che Cio Cio San sparge attorno a casa per profumare di primavera l’illusorio ritorno dell’amato. Oppure la neve a video, nella fredda notte, in attesa di qualcuno che non verrà, della solitudine che si trasforma in abbandono. Video capaci anche di far vedere agli spettatori in sala l’incresparsi del mare, i flutti di un piccolo ruscello. Spettacolo. Promossa, dunque, alla fine, questa nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Teatro Comunale di Treviso e Teatro Comunale di Ferrara che ha visto protagonisti la Form, diretta da David Crescenzi, e il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”, diretto dal maestro Davide Dellisanti. Domenica 20 alle 16 si replica. Prima, alle 15 alle Sale Pergolesiani, c’è la possibilità di assistere all’incontro “La trama prima dell’opera” con il direttore artistico della Fondazione Pergolesi Spontini, Cristian Carrara, incontra il pubblico per una breve presentazione. 

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