Al via ISAAC: il progetto sul biogas e biometano fa tappa nelle Marche

Circa 200 gli studenti coinvolti nelle scuole di Ancona e Macerata Legambiente Marche: “Grande opportunità per la nostra regione”

Recuperare biomasse, quindi scarti, tra cui rifiuti/liquami zootecnici o rifiuti urbani biodegradabili (il classico sacchetto dell'umido) attraverso la digestione anaerobica per ottenere biogas, dalla cui depurazione e trasformazione si può ricavare anche il biometano, utilizzabile come carburante per veicoli al posto della benzina e del gasolio, altro aspetto essenziale nell'ottica dell'economia circolare e decisamente sostenibile.

Da questo nasce ISAAC (Icreasing Social Awarness and Acceptance of Biogas and Biomethane), il progetto partito nelle Marche che si pone come obiettivo la rimozione delle barriere non tecnologiche che rappresentano dei limiti sociali normativi ed economici alla diffusione del biogas in Italia, una delle fonti alternative più utilizzate per la produzione di energia rinnovabiledi cui il nostro Paese è il secondo produttore dopo  la Germania, anche se le potenzialità di questa risorsa non sono ancora sfruttate in toto. Il potenziale per il biometano è, infatti, in Italia di oltre 8 miliardi di metri cubi, ossia il 13% del fabbisogno nazionale e oltre quattro volte la quantità di gas estratta nelle piattaforme entro le 12 miglia. Il progetto, promosso in stretta collaborazione da Legambiente, AzzeroCO2,CNR IIA, IRCrES-CNR, Chimica Verde Bionet e Consorzio Italiano Biogas e realizzato grazie al finanziamento del programma HORIZON2020, prevede attività di networking e azioni di sensibilizzazione, rivolte alle scuole, ai cittadini e agli agricoltori, destinate alla costruzione di un modello comunicativo che diffonda le corrette informazioni riguardo la filiera produttiva biogas-biometano, per aumentare l'accettabilità sociale di questo settore produttivo.

Si sono da poco concluse, infatti, le lezioni frontali nelle due scuole delle Marche interessate dal progetto ISAAC: l’Istituto Tecnico Agrario di Macerata, e l'IIS Vanvitelli Stracca Angelini  di Ancona, per un totale di circa 200 studenti coinvolti. In particolare, l’attività rivolta agli studenti è stata divisa in due parti: una prima lezione teorica di due ore per classe, svolta da Legambiente Marche, che ha riguardato i cambiamenti climatici e la sfida energetica che ci troviamo ad affrontare, e un secondo modulo, realizzato dagli operatori del CNR, durante il quale è stato mostrato ai ragazzi un prototipo di impianto a biogas e sono state illustrate le varie fasi di digestione anaerobica della sostanza organica ottenuta dagli scarti. Il progetto, che terminerà il 30 giugno 2018, vedrà, inoltre, il coinvolgimento di agricoltori, funzionari e cittadini attraverso numerosi incontri, duranti i quali sarà possibile approfondire le tecnologie del biogas e comprenderne le eventuali criticità e le opportunità di sviluppo. «Il biogas può essere una risorsa fondamentale e, soprattutto nella nostra Regione, può aiutare a risolvere le criticità legate alla gestione dei rifiuti. - commenta Francesca Pulcini, Presidente di Legambiente Marche - Una risorsa che, se gestita in maniera intelligente e innovativa, con impianti costruiti adeguatamente e contestualizzati nel territorio, consente di ricavare un'energia dalle enormi potenzialità».

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