Villa Serena con il call center unico, Cgil preoccupata: «No a trasferimenti forzati»

Quattro lavoratori dovrebbero prendere servizio nella nuova struttura nel capoluogo dorico. Il sindacato: «Meno risorse agli sportelli, il servizio rischia di peggiorare»

Villa Serena a Jesi

Entro la fine di febbraio sarà avviato un nuovo servizio di call center per la casa di cura Villa Serena di Jesi. Unificato con l'anconetana Villa Igea e con sede nel capoluogo regionale. L'intenzione della proprietà è stata comunicata ai sindacati lo scorso dicembre e confermata in un incontro della settimana passata. La nuova sede sarà allestita all'interno di una palazzina di via Piave, in pieno centro dorico. Vi lavoreranno quattro dipendenti e si sta pensando di trasfererirne due da Jesi e due dal capoluogo. Una decisione che preoccupa i sindacati. In particolare, la segreteria regionale della Fp Cgil che teme, con la riduzione del personale agli sportelli, un peggioramento del servizio. «Difficile immaginare – si legge in una nota - come possa effettivamente migliorare e velocizzare il servizio di prenotazione, o riuscire convincere gli utenti marchigiani, magari anziani e con poca familiarità con gli apparati telefonici e con i risponditori vocali automatici, a non recarsi di persona presso gli sportelli. Il rischio che si intravede è che l’avvio del nuovo call center e la diminuzione degli operatori agli sportelli delle due strutture possa finire con il peggiorare il servizio prenotazioni, allungando le file agli sportelli, in conseguenza della diminuita presenza di impiegati fisicamente disponibili a fornire prenotazioni cartacee».

Il sindacato ha chiesto intanto di verificare l'eventuale esistenza di lavoratori che accetterebbero volontariamente il trasferimento. Il che riguarderebbe soprattutto gli anconetani. E, nel caso non si arrivasse all'oganico desiderato, di completare con assunzioni a tempo determinato. «Siamo contrari – dice Alberto Beltrami, segretario regionale della Fp Cgil - a trasferimenti forzosi del personale, sia esso di Villa Serena o di Villa Igea. Auspichiamo che dall’ulteriore incontro convocato dall’azienda per il prossimo 20 febbraio, possa uscire una soluzione condivisa, incentrata su una migliore distribuzione del carico telefonico tra i diversi operatori delle due rispettive unità produttive, ma anche, eventualmente, sull’avvio di eventuali postazioni esclusivamente dedicate alle risposte telefoniche da ricavarsi all’interno delle due strutture Villa Serena e Villa Igea, (avvio di due centri di risposta telefonica separati, interni alle due strutture), senza imporre devastanti trasferimenti alle lavoratrici ed ai lavoratori. Diversamente si vedrebbe costretta ad attuare tutte le iniziative che si rendessero necessarie per contrastare scelte organizzative che si ripercuoterebbero pesantemente “contro” i lavoratori dipendenti».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, primo caso anche nelle Marche: positivo al primo test in attesa di controprova

  • Coronavirus, altri 2 tamponi positivi: salgono a 3 i casi nelle Marche

  • Coronavirus, Marche blindate: firmata l'ordinanza

  • Coronavirus, Ceriscioli sta per blindare le Marche. Conte telefona: «Fermi tutti»

  • I carabinieri: «Apra il cofano», lui: «C'è solo un po' di fumo». Arrestato con 5 kg di droga

  • La malattia ha spento il sorriso di Carlo Termentini, lutto nell’imprenditoria

Torna su
AnconaToday è in caricamento