Jesi, entro la fine dell'anno aprirà il Museo di Federico II

Oltre 2 milioni di euro dalle Fondazioni Marche e Federico II per aprire a Palazzo Ghislieri una struttura dedicata alla Stupor Mundi. Apertura, si ipotizza il 26 dicembre

Palazzo Ghisleri a Jesi, sede del futuro Museo Federico II

Quelli di quest'anno ha molte probabilità di diventare un compleanno davvero speciale per Federico II, il figlio più illustre di Jesi. Entro la fine dell'anno infatti è prevista l'apertura, a Palazzo Ghisleri, del Museo dedicato all'imperatore del Sacro Romano Impero che la tradizione vuole nato a Jesi il 26 dicembre 1194, da Costanza di Altavilla che lo diede alla luce sotto una tenda allestita dove oggi sorge la piazza che gli è stata dedicata. E si lavora affinché proprio il 26 dicembre si tagli il nastro della nuova struttura.

Un sogno che si avvera per Jesi, grazie agli sforzi economici della Fondazione Marche e della Fondazione Federico II. Che altri non sono che gli imprenditori Francesco Merloni e Gennaro Pieralisi. Il primo ha messo a disposizione 1,5 milioni di euro per la realizzazione della struttura che, nei giorni scorsi, ha acquisito anche l'ok della Soprintendenza. L'altro assicurerà 600/700mila euro utili per il resto dei lavori. «La gestazione è durata tanto tempo – ammette Pieralisi – ma siamo certi di chiudere il discorso entro l'anno e andare in porto». Per Merloni «la cultura fa crescere le attività economiche e viceversa. Per questo abbiamo aderito all'invito di Gennaro per questa iniziativa che vuole esaltare le origini di un grande imperatore, farne vedere la storia attraverso le immagini. Un'iniziativa che auspichiamo possa raggiungere obiettivi di sviluppo e attrazione per Jesi e per l'intera regione». 

Gongola il sindaco di Jesi, Massimo Bacci che conta di inaugurare anche, per i primi mesi del prossimo anno, il museo archeologico a Palazzo Pianetti. «Il nostro centro storico – dice - è già un'attrazione di valore. Credo e spero che anche questa sarà un'attrattiva fortissima per la città. Federico II, per quello che ha fatto in vita, è una figura di grande attualità che dovrebbe essere di esempio per abbattere quei muri che stanno tirando su in tutta Europa». Il museo si avvale di importanti collaborazioni: la società di progettazione Volume (Museo Egizio di Torino e mostra Savoia alla Venaria Reale), Alessandro Barbero, medievalista, come curatore, Anna Laura Trombetti, docente di storia all’Università di Bologna, per la ricerca iconografica, e Cesare Annibaldi, già presidente di Palazzo Grassi a Venezia e del Museo Rivoli a Torino. Sono stati coinvolti anche i laboratori del teatro Pergolesi per l'aspetto scenografico. 

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