Porto: gli angeli dei "gatti della Rotonda"

Abbiamo incontrato Celine Lafont, una dei volontari che si occupano dei gatti della Rotonda al Porto, per farci raccontare la loro storia

I gatti del Porto di Ancona sono un’istituzione, sono come i piccioni a piazza Cavour (ma molto meno odiati). Come spesso accade coi gatti, al passante distratto possono sembrare eleganti sfingi al di sopra di ogni necessità triviale, ma sono esseri viventi: soffrono il freddo, la fame e la malattia.
C’è chi si occupa di loro ogni giorno, da più vent’anni, senza altra ricompensa se non l’amore sconfinato per gli animali che ha nel cuore.
Abbiamo incontrato Celine Lafont, una dei volontari che si occupano dei mici della Rotonda, per farci raccontare qualcosa in merito.

Quanti gatti ci sono? E voi quanti siete?
La colonia esiste da tantissimi anni, io sono l’ultima arrivata. Il volontario più anziano Luigi se ne occupa dal 1984 mi pare, comunque da più di una ventina d’anni. Siamo quattro volontari in tutto, che si occupavano – fino a qualche mese fa – di 32 gatti. Poi ultimi mesi, purtroppo, ci sono stati alcuni investimenti e  un paio di sparizioni, e sono spariti  più o meno 4 o5 gatti.
Il numero comunque è variabile, perché ogni anno in occasione delle cucciolate c’è chi abbandona i propri gatti direttamente al porto.

Di che zona del Porto parliamo precisamente?
Al’interno del Porto ci sono due colonie feline, la nostra è quella che si trova in quella parte che noi chiamiamo “della rotonda”, il punto è verso la torre della Guardia Costiera: lungo gli scogli, su un percorso di massimo 300 metri, ci sono tre postazioni con le cuccette fabbricate da Luigi, che è stato un carpentiere eccezionale.

Più o meno quante volte andate in visita ai gatti?
Ci andiamo tutti i giorni della settimana. Ci siamo divisi i turni. C’è chi fa due giorni di seguito e così via, ognuno secondo le proprie disponibilità lavorative. Comunque ci andiamo tutti i giorni, inclusa la domenica.



Li portate anche a sterilizzare?
Ovviamente. Quasi tutti i gatti sono sterilizzati, specie le femmine. Rimangono mi pare due gatti che non sono sterilizzati perché non li siamo riusciti a prendere. Comunque appena vediamo che arriva un gatto nuovo proviamo a catturarlo, per farlo vedere prima di tutto dal veterinario e se poi risulta non essere sterilizzato lo facciamo sterilizzare tramite l’Asl.

Chi volesse aiutarvi come può farlo?
Abbiamo due tipi di priorità. Naturalmente ci serve cibo, sia secco che umido: se qualcuno vuole contribuire può contattarmi al 3291808101 oppure lasciarlo in uno dei negozi di animali che ospitano i nostri scatoloni di raccolta: Miao Bau in via Maggini, Animal House in via Marsala e il negozio di animali a Piazza Ugo Bassi. Poi ovviamente sono benvenuti altri volontari, abbiamo tanto da fare e anche un pomeriggio a settimana sarebbe una manna per noi.

Altro?
Sì, un appello particolare: abbiamo bisogno di un veterinario che sia disposto a venire ogni tanto a visitare i gatti, anche perché l’Asl fa quello che può ma non basta. Certo noi siamo più che disponibili a pagargli le spese di spostamento, ma essendo solo dei semplici volontari non potremmo permetterci di pagare l’assistenza medica, abbiamo bisogno di un medico che apra il suo cuore.
 

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