A tu per tu con il diavolo: intervista a Don Paolo, esorcista di Ancona

La figura dell'esorcista era quasi scomparsa dopo il Concilio Vaticano II. Negli anni '70 Paolo VI dichiarò che il male è un essere fisico: oggi gli esorcismi sono una realtà e ad Ancona se ne occupa Don Paolo

Nell'immagine: San Michele caccia Lucifero

Se ci si reca presso la Parrocchia “Ss. Cosma e Damiano” nel centro storico di Ancona, si ha la possibilità di conoscere Don Paolo Sconocchini, parroco della chiesa dal 2001 ed esorcista ufficiale della diocesi di Ancona dal 2009. Lo abbiamo incontrato per scoprire che cosa significa oggi praticare l’esorcismo.

Il Ministero dell’esorcista è la carica che il Vescovo della diocesi affida ad un parroco del territorio, tramite la quale può operare appunto gli esorcismi, preghiere con le quali si richiede per la persona la protezione contro l’influenza del Maligno.
Il sacerdote, per essere scelto, deve avere delle caratteristiche ben precise indicate dal Codice di Diritto Canonico: deve essere uomo di preghiera, prudente, di vita moralmente esemplare e di scienza. Quest’ultima caratteristica, che potrebbe sembrare paradossale, è in realtà fondamentale: infatti l’esorcista non è affatto un uomo che risolve tutto con la fede, al contrario, sa che molte persone che si rivolgono a lui sono persone che hanno in realtà disturbi di carattere medico e in particolare psichiatrico.
Ecco perché Don Paolo opera insieme a due psichiatri, che comunque devono essere credenti in quanto, pur essendo uomini di scienza, devono essere capaci di riconoscerne i loro limiti nel momento in cui ci si trovi di fronte a fatti oggettivamente inspiegabili. A differenza di quello che pensano molti dunque, l’esorcista non solo non nega la scienza medica, ma ne ha bisogno.

“In questi tre anni di operato – dice Don Paolo – ho visto e mi sono occupato di centinaia e centinaia di casi ed erano quasi tutti casi psichiatrici in realtà, ma alcuni no e sono sicuro che una persona che ho seguito per parecchio tempo fosse un caso di possessione.”

Ma quante persone si rivolgono all’esorcista ad Ancona? Don Paolo ci mostra la sua agenda: è piena. Ma lui precisa: “Non si possono dare numeri precisi perché ce ne sono molti che vengono una volta e non li vedo più, e pochi casi importanti che seguo per molto tempo, anche per mesi”. Un dato interessante è che su dieci persone, otto sono donne. Ciò, secondo Don Paolo, sarebbe dovuto al fatto che le donne sono più emotive e volenterose di cambiare la propria vita, l’uomo è troppo razionale e questo non lo aiuta.

I fenomeni più strani a cui ha assistito Don Paolo in questi anni sono la levitazione, la vessazione temporanea e lo stato di trance. Tutto questo si spiegherebbe con il fatto che nella nostra società sta via via affievolendosi la spiritualità delle persone e di contro sono in aumento le pratiche legate all’occultismo, ai maghi, cartomanti. Saremmo dunque molto più esposti al Male. Ecco perché Don Paolo è d’accordo con l’ormai famoso Padre Gabriele Amorth, che lotta nella Chiesa affinché sia presente un esorcista per ogni diocesi in Italia.

Forse siamo noi ad essere abituati a pensare a chissà quale losca figura sia l’esorcista, ma Don Paolo è persona molto alla mano e,  con un sorriso, ci dice che lui in realtà non si riconosce per nulla nella figura cinematografica che il suo ruolo suggerisce, perché preferisce la preghiera e l’umiltà, ma dopo certe cose che ha visto sente il peso della responsabilità. Infatti l’esorcista è sempre esposto a un doppio pericolo: “Evitare sempre i due estremi per cui tutto è scientifico o tutto è diabolico – conclude Padre Paolo - per questo si devono evitare gli esorcisti improvvisati o non ufficialmente incaricati, perché pericolosi in quanto mettono in testa alle persone di essere possedute quando magari hanno bisogno di tutt’altro.”
 

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