"Un disastro chiamato amore", intervista all'autrice marchigiana Chiara Giacobelli

Definito dalla maggior parte delle blogger "il romanzo dell'estate" è già entrato nella classifica Amazon dei 150 libri più venduti nel Kindle Store. Le parole dell'autrice

Chiara Giacobelli

Ancona – È uscito nelle librerie di tutta Italia il 14 luglio il romanzo d’esordio di Chiara Giacobelli, autrice marchigiana già nota per aver pubblicato “101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita” e “Forse non tutti sanno che nelle Marche…”. Il suo decimo libro è un’opera di narrativa dal titolo “Un disastro chiamato amore”, edito da Leggereditore del gruppo Fanucci, ed è partita alla grande appena lanciata sul mercato. Definito dalla maggior parte delle blogger “il romanzo dell’estate” e già entrato nella classifica Amazon dei 150 libri più venduti nel Kindle Store, si tratta di una commedia divertente, frizzante, ricca di humor, romanticismo e suspense, adatta da leggere sotto l’ombrellone ma non solo. Abbiamo allora colto l’occasione per intervistare Chiara a proposito della sua ultima – ma in un certo senso prima – opera.

Raccontiamo ai lettori questo libro in poche parole e definiamolo con tre aggettivi.

«Si tratta di una storia tendenzialmente pensata per far ridere, costellata di figuracce che la protagonista Vivienne combina una dietro l’altra. Ad essa si intreccia un amore dolce e romantico ma non semplice da far sbocciare e un giallo che tiene il lettore incastrato nei misteri da risolvere fino all’ultima pagina. Non mancano neppure le sottotrame più impegnate, che grazie alla storia parallela dei genitori del protagonista maschile pesca nel bagaglio culturale della Commedia all’Italiana, della letteratura e di una serie di personaggi di rilievo conosciuti grazie al mio lavoro. Gli aggettivi: brillante, originale, eclettico».

A circa un mese dall’uscita nelle librerie, che riscontri puoi dire di aver avuto?

«È ancora presto per i dati sulle vendite, tuttavia sappiamo che l’interesse suscitato nelle blogger e nei giornalisti di tutta Italia è stato altissimo. Su Amazon sono molte le recensioni positive, come pure GoodReads segnala una lunga lista di persone che hanno marcato questo romanzo come “da leggere” o “in lettura”. Inoltre, ogni giorno ricevo foto, commenti e complimenti da parte di tante persone che non conosco ma che, in qualche regione a me lontana o vicina, hanno acquistato e letto il libro, senza considerare le tante richieste di interviste, presentazioni, recensioni ecc. È un fenomeno nuovo per me perché, pur essendo al mio decimo libro, si tratta del primo romanzo e ho potuto rendermi conto di quanto la narrativa sia un altro mondo rispetto alla varia. Le emozioni che regala sono immense, tanto a livello di scrittura quanto di ricezione da parte del pubblico».

Qual è secondo te il punto forte di questo romanzo?

 «L’originalità, il fatto di essere “una ventata di aria fresca nell’editoria italiana”, come ha scritto qualche giornalista. Di fatto, ho semplicemente fuso insieme lo stile leggero e ironico del chick-lit anglosassone con la profondita e l’intimismo europeo, creando qualcosa di nuovo che per fortuna sembra piacere. Anche la cover scelta dalla casa editrice, con colori sgargianti e un paio di golose donuts davanti agli occhi della protagonista, hanno fatto la loro parte nell’attirare il pubblico».

Si può vivere di scrittura oggi in Italia?

«Io ci sto riuscendo, non soltanto attraverso i diritti d’autore ma anche grazie all’aiuto di sponsor che di volta in volta credono nelle mie opere. Nonostante ciò, mi piacerebbe aprirmi a un mercato internazionale, con questo o con altri romanzi nel cassetto».

Tre buoni motivi per acquistare il tuo libro?

«Perché ridere allunga la vita, perché c’è bisogno di allargare gli orizzonti, per sostenere le giovani autrici italiane, ancora più se marchigiane».

Dove possiamo seguirti?

«Nel mio sito www.chiaragiacobelli.com, oppure tramite i miei due profili Facebook, la pagina del libro “Un disastro chiamato amore” sempre su Facebook, o ancora LinkedIn, Twitter e da poco anche Instagram».

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