Insetti nella pasta dei bimbi, scatta il controllo dei Nas alla mensa scolastica: petizione dei genitori

Da domani almeno una decina di famiglie faranno portare al proprio figlio il pranzo al sacco a scuola, almeno fino a martedì quando ci sarà un incontro tra Comune e genitori

Foto d'archivio

Larve di insetti nella minestra dei bambini alla mensa scolastica. I genitori protestano e nei centri cottura arrivano i Nas dei Carabinieri. E’ quanto accaduto tra ieri e oggi alla scuola primaria Socciarelli di via della Montagnola, che fa parte dell’Istituto Comprensivo Pinocchio Montesicuro di Ancona. Dopo il caso del pesce all’ammoniaca, a finire nella bufera è il centro cottura di via Togliatti 70, lì dove ieri sono partiti i preparati destinati alla mensa della scuola del Pinocchio. Sono stati gli inservienti scolastici ad accorgersi della presenza di alcune larve di insetto, mentre venivano consegnati i piatti da servire a tavola. Minestra subito bloccata e sostituita con una pietanza fredda a base di formaggio. La precauzione però non è servita a placare l’ira di alcuni genitori che stamattina si sono presentati nell’ufficio della dirigente scolastica di via della Montagnola per chiedere spiegazioni. Preside all'oscuro di tutto. Ben informati invece i genitori, tra i quali si è diffuso il tam-tam sulle chat dei cellulari già da martedì mattina. E’ stato proprio uno di quei papà a segnalare il fatto ai Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) dei Carabinieri delle Marche che, stamane, coordinati dal comandante Sandro Sborgia, hanno fatto scattare un controllo nelle cucine del centro cottura di Montedago. Sono stati prelevati diversi campioni della pastina e sono stati portati nei laboratori analisi per effettuare tutta una serie di controlli. E se da una prima ispezione, le cucine del centro cottura anconetano sono risultate rispettose delle norme igienico-sanitarie, i militari attendono il responso del laboratorio. Se il risultato fosse positivo, quelle larve si spiegherebbero come un caso estemporaneo dettato dalla natura della pasta: biologica, dunque non trattata. Se invece i test dovessero dare esito negativo, allora le indagini guarderebbero a monte e si estenderebbero alla filiera di produzione della pastina. 

Intanto i genitori delle Socciarelli hanno già lanciato una petizione da firmare, non tanto per avanzare richieste esplicite, almeno per ora, ma per fare il punto della situazione e dare contro al Comune di quanto sta accadendo nelle mense anconetane. Il documento verrà consegnato ai membri del Comitato Mensa, all’Ufficio Mensa del Comune e all’assessore alle Politiche Educative Tiziana Borini, che per giovedì prossimo ha fissato un incontro straordinario a Palazzo del Popolo con tutte le rappresentanze coinvolte. «Gli studenti – assicura l’assessore - non hanno mangiato insetti. Come ogni giorno, nella mensa ci sono due turni. Al primo turno, i bambini della scuola dell’infanzia e della prima elementare hanno mangiato regolarmente la minestra con la pastina. Dopodiché per il secondo turno, la cuoca mentre stava gettando nel brodo la pastina da cucinare, si è accorta che nel pacco c’erano alcuni insetti. Si tratta di una pastina biologica e può accadere di trovare degli insetti in un pacco di pasta. A quel punto è stato subito avvisato il nucleo di valutazione composto da tecnici comunali che sono intervenuti immediatamente e hanno autorizzato la sostituzione del pasto per i bambini del secondo turno. Assicuro che non è stata servita la minestra con insetti, perché la cuoca si è accorta della loro presenza quando ha aperto il pacco. È la prima volta che accade e piccoli inconvenienti possono succedere. Di sicuro il fatto non è legato alla qualità degli alimenti che è ottima». Di tutt’altro avviso almeno una parte dei genitori che non credono alle parole della Borini, preoccupati dal fatto che, a detta loro, alcuni bimbi avrebbero già mangiando il pasto quando gli inservienti si sono accorti di quei puntini neri nella minestra. Difficile trovare una conferma inequivocabile e anche a questo stanno lavorando gli investigatori dell'unità specializzata per la tutela della salute dei carabinieri marchigiani. Nel dubbio almeno 10 famiglie faranno disertare la mensa ai propri figli, consegnando loro un pranzo al sacco. Questo almeno da domani fino al 27, quando si auspica si faccia chiarezza sulla vicenda.  

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