Ingegneri di Ancona, «Bene Delrio su obbligo del certificato sicurezza degli edifici»

L’Ordine degli Ingegneri di Ancona in merito alla necessità anche nelle Marche di procedere con la realizzazione di un certificato di stabilità per gli edifici

«Uno strumento necessario alla prevenzione in tema di sicurezza dei fabbricati è rappresentato senza dubbio dal certificato di stabilità. Oggi la cronaca, con i ripetuti terremoti e con i crolli dei palazzi, vedi l'ultimo a Torre Annunziata, ha dimostrato che rendere obbligatorio con un provvedimento governativo questa certificazione appare una necessità non più rinviabile.

Bene ha fatto il Ministro delle Infrastrutture Delrio a prendere posizione in questo senso». Il neo eletto Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona Alberto Romagnoli entra nel dibattito sul fascicolo del fabbricato rilanciato proprio dall'esponente del Governo per ribadire come anche gli ingegneri del capoluogo siano favorevoli a questo tipo di soluzione: «Non pensiamo certo ad una somma di documenti burocratici ma ad una certificato che possa realmente fare una fotografia dello stato di salute di un edificio, che dia l'idea delle effettive condizioni in cui esso si trova e implicitamente suggerisca il carattere degli interventi di adeguamento da compiere». Gli ingegneri, insieme alla professioni tecniche, a livello nazionale, hanno lanciato la proposta del fascicolo del fabbricato ormai da anni individuandolo come una delle maggiori chiavi per favorire il sistema della prevenzione grazie alle coordinate tecniche che sarebbe in grado di offrire, ma la proposta è rimasta per molto tempo inascoltata. Causa dello stop, i costi necessari alle "analisi" delle case: «Non capisco - riprende Romagnoli - come i costi possano rappresentare una variabile così determinante nei confronti di scelte che investono la sicurezza. Del resto esistono già obblighi simili che valgono per impianti elettrici, antincendi, auto, non vedo perché non possa essere introdotto un provvedimento analogo in tema di sicurezza statica delle strutture. Credo inoltre si possa realizzare una operazione per gradi, con una prima fase di analisi più semplice e basica e quindi, se la situazione lo richiede, innalzare il livello delle verifiche, questo anche per affrontare la questione costi. Certo - prosegue Romagnoli - lo Stato dovrebbe fare la sua parte iniziando a mettere in sicurezza le opere pubbliche, altrimenti poi come si può dire ai privati di muoversi in questa direzione? Dovrebbero essere proprio le istituzioni a dare l'esempio, avviando tali procedimenti».

Il certificato di stabilità sostenuto dagli ingegneri sarebbe comunque il primo passo da compiere ma non l'unico, «Una simile radiografia delle strutture andrebbe poi fatta seguire dei relativi interventi di miglioramento, altrimenti anche  la certificazione resterebbe uno strumento fine a se stesso». Infine il presidente degli ingegneri dorici indica l'esistenza di un rapporto diretto tra sicurezza e mercato: «Come già accade con il certificato energetico, sarebbe possibile dare un valore differente alle nostre case sulla base, questa volta, della sicurezza, non è pensabile che queste abbiano pari valutazione nonostante un diverso grado di sicurezza, che deve diventare, a tutto vantaggio dei cittadini, un parametro di riferimento per la compravendita o l'affitto e non restare un elemento disconosciuto e ignorato».                

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