Insieme si può, gli ingegneri di Ancona dicono di Sì al gioco di squadra

Si è tenuta per la prima volta a Jesi l'assemblea provinciale della categoria, durante la quale è emersa la necessità di stringere sinergie con gli altri professionisti, l'associazionismo e le istituzioni

Tutti in piedi per ascoltare l’inno di Mameli. Ha avuto avvio così ieri l’assemblea annuale dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona, che per la prima volta è stata inaugurata a Jesi, al teatro Pergolesi, quasi in un passaggio simbolico del testimone tra Roberto Renzi, ora assessore ai lavori pubblici della città di Federico II ed Alberto Romagnoli, alla guida della categoria, che, nel suo discorso di apertura, ha voluto dedicare un minuto di raccoglimento per la scomparsa prematura della già presidente della provincia di Ancona, Patrizia Casagrande. Il lei motiv dell’assemblea è stato “Insieme si può”: non è solo uno slogan, ma la reale strategia messa in campo dal nuovo consiglio dell’Ordine, a cinque mesi dal proprio insediamento.

«Gli ingegneri, insieme alle altre professioni, alle istituzioni, alla politica, alle associazioni di categoria hanno il compito di fare rete - ha detto Romagnoli - per condividere informazioni, scambiare idee, competenze ed esperienze. La rete ha il potere di contribuire a ricreare identità e coesione professionale». Il presidente degli ingegneri di Ancona ha scelto per il suo discorso all’assise la favola di Esopo “il contadino ed i figli discordi”, la cui morale evidenzia che più grande è la concordia, maggiore è l’unione e la forza. 

Non è un caso che all’assemblea fossero presenti i rappresentanti dei geologici, degli architetti, dei geometri, dei periti industriali, il presidente della federazione degli ordini degli ingegneri delle Marche e Raffaele Solustri, in rappresentanza del Consiglio Nazionale Ingegneri. Una formazione compatta, proprio perché insieme è più facile ottenere risultati ed essere più competitivi sul mercato, come recentemente accaduto con il ddl sull’equo compenso, votato alla Camera, ed esteso a tutti i professionisti italiani. E in questa direzione va il cambio di passo del nuovo consiglio dell’ordine degli ingegneri di Ancona, sempre più pronto a giocare in squadra, diventando un punto di riferimento per l’intero territorio.

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