Alluvione, l’informativa al Parlamento: “13 milioni di metri cubi di pioggia, il Misa si è innalzato di 6 metri”

"Al momento sono in corso i sopralluoghi tecnici previsti per valutare, nel più breve tempo possibile, i presupposti per la delibera dello stato di emergenza da sottoporre al Consiglio dei ministri"

 “Dal 2 al 4 maggio 2014 la regione Marche, in particolare i territori delle province di Ancona, Pesaro Urbino e Macerata, è stata interessata da un evento meteorologico di eccezionale intensità, con fenomeni idrogeologici e idraulici di rilevante impatto sul territorio” questo è il preludio dell’informativa che il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Graziano Delrio ha presentato ieri in Parlamento.

“La giornata più critica è stata quella del 3 maggio, soprattutto per Senigallia, in provincia di Ancona, dove, a causa dell'esondazione del fiume Misa, si sono registrate due vittime e diversi feriti” ha proseguito Delrio ”Altre situazioni di criticità rilevante sono state segnalate su larga parte delle altre province a causa delle piene dei fiumi Triponzio, nel territorio di Chiaravalle, Cesano, Musono, Aspio (in provincia di Ancona), Metauro e Foglia (in provincia di Pesaro-Urbino).”

“[…] In particolare, sul fiume Misa, in 6 ore, si sono riversati 13 milioni di metri cubi di precipitazione, causando un eccezionale innalzamento di 6,2 metri (durante la grande alluvione di Senigallia del 1940 furono 62 milioni di metri cubi in 48 ore). Inoltre, lo stato di completa saturazione dei suoli per le precipitazioni pregresse, nonché la natura argillosa dei terreni hanno influito in maniera determinante sulla piena improvvisa – in linguaggio tecnico: flash flood – a partire dalle prime ore del 3 maggio, con picco registrato circa alle ore 8”.

LO STATO DI EMERGENZA. “[…] La regione Marche, con nota del 5 maggio 2014, per l'eccezionale condizione di maltempo che ha colpito il territorio marchigiano ha chiesto la delibera dello stato di emergenza, ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225.
Al momento sono in corso i sopralluoghi tecnici previsti per valutare, nel più breve tempo possibile, i presupposti per la delibera dello stato di emergenza da sottoporre al Consiglio dei ministri. Al fine di accelerare al massimo la rilevazione dei danni, il 5 maggio la regione Marche ha anche chiesto al dipartimento il supporto dei servizi satellitari per la mappatura delle aree alluvionate. Il dipartimento ha attivato sia il servizio nazionale, in collaborazione con l'Agenzia spaziale italiana, che il servizio europeo Copernicus per il bacino del fiume Misa ed in particolare sulle aree a maggiore criticità indicate dalla regione ricadenti nei comuni di Senigallia, Ostra e Corinaldo.”

“[…] La dichiarazione dello stato di emergenza, sulla base della normativa vigente, deve specificare la durata, l'estensione territoriale con specifico riferimento alla natura ed alla qualità degli eventi, individuare le risorse finanziarie destinate ai primi interventi di emergenza nelle more della ricognizione in ordine poi agli effettivi ed indispensabili fabbisogni, che verrà successivamente eseguita da parte del commissario delegato, che verrà in seguito nominato con ordinanza del capo del dipartimento della Protezione civile. Le risorse occorrenti devono, secondo la vigente normativa, trovare copertura nell'ambito del Fondo per le emergenze nazionali.
Una volta che sarà stato deliberato lo stato di emergenza e definito il primo stanziamento urgente, d'intesa con la regione Marche, il capo del dipartimento della Protezione civile potrà provvedere, con propria ordinanza, a nominare il commissario delegato, munirlo dei necessari poteri straordinari ed autorizzarlo ad operare per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita del sistema sociale e produttivo.”

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