Monte Conero, è giallo sulle trappole per ciclisti: indaga il Corpo Forestale

Ma perché sistemare delle trappole del genere? Si tratta del gesto di uno squilibrato o una vendetta? Sull'inchiesta in corso c'è il più stretto riserbo. Ma nell'ambiente è noto come ormai da un paio d'anni si sarebbero create delle frizioni tra i frequentatori del parco

Corpo Forestale

Trappole per ciclisti lungo i percorsi del monte Conero e il Corpo Forestale dello Stato avvia un’indagine a tutto campo. I militari anconetani sono venuti a conoscenza delle trappole col filo spinato a seguito di una segnalazione. Immediato l’avvio delle investigazioni da parte della squadra p.g. per identificare il responsabile di un gesto così scellerato. Un’azione che la scorsa Pasquetta ha provocato un incidente. Vittima un 49enne di Ancona che, dopo aver riportato alcune lesioni, ha denunciato il fatto su un forum dedicato agli appassionati di mountain bike. Gli stessi sportivi che ogni tanto si divertono a percorrere i sentieri del monte Conero in sella alle loro due ruote e che ora sono seriamente preoccupati.

Ad avvisare le autorità sarebbe stato proprio uno di loro, denunciando tutto al comando dei carabinieri di Numana. Segnalazione subito passata alle autorità competenti per il territorio montuoso. Gli uomini della Forestale sono partiti da lì, da quel tratto di percorso fuoripista denominato “Matto” dove lunedì scorso qualcuno ha piazzato un doppio filo spinato ad altezza delle ruote delle bici, con il chiaro intendo di fare del male. Un fatto presumibilmente avvenuto in pieno giorno, come testimoniato nel forum lo stesso 6 aprile: “Questa mattina sono andato piuttosto presto. Ho fatto il “Matto” come prima discesa e sono stato sicuramente il primo ad averlo percorso e il cavo non c'era altrimenti me ne sarei accorto. Sicuramente è stato posizionato dopo”. Dettagli inquietanti che ci dicono come il “guastatore” del monte Conero non solo agirebbe con dolo, ma lo farebbe anche in pieno giorno. 

Ma perché sistemare delle trappole del genere? Si tratta del gesto di uno squilibrato o una vendetta? Sull’inchiesta in corso c’è il più stretto riserbo. Ma nell’ambiente è noto come ormai da un paio d’anni si sarebbero create delle frizioni tra i frequentatori del parco, a seguito della presenza di una minoranza di ciclisti un po‘ troppo spericolati. Tanto da aver costretto l’Ente Parco a piazzare dei cartelli per segnalare i sentieri vietati e rendere più chiare le regole di buon comportamento. 

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