Ciclista investito, l'ospedale non comunica il decesso e l'automobilista ubriaco resta libero

E' quanto emerge dopo l'incidente stradale dello scorso 14 luglio in cui si sono scontrate una macchina e un 60enne a bordo della sua bicicletta da corsa

Polizia Stradale all'ospedale di Ancona - foto di repertorio

Auto investe ciclista che poi muore, ma l’ospedale non comunica il decesso e la Polizia Stradale non può arrestare il conducente del mezzo per il reato di omicidio stradale. E’ quanto emerge dopo l’incidente stradale dello scorso 14 luglio avvenuto a Cagli (Pesaro Urbino). Erano circa le 16 quando l’automobile e la bicicletta si sono scontrate in via Flaminia Nord all’altezza del civico numero 196. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia Stradale delle Marche, la macchina, una Fiat Panda condotta da un 46enne di Cagli, ha invaso la corsia opposta al proprio senso di marcia. La Panda ha centrato in pieno la bicicletta da corsa su cui stava andando Gioachino Locicero, cittadino belga di 60 anni con domicilio a Cantiano (PU). Immediati i soccorsi per il ciclista, apparso subito grave e trasportato in eliambulanza al Pronto Soccorso dell’ospedale regionale di Torrette. Ma il 60enne è morto poche ore dopo, intorno alle 20 dello stesso giorno, lasciando una moglie e un figlio di 30 anni. 

Nel frattempo però gli agenti di polizia della Stradale avevano sottoposto il conducente della Panda, rimasto sul luogo dell’incidente, al controllo dell’etilometro che ha dato esito positivo: 1,65 g/l. Peccato che dall’ospedale anconetano non sia arrivata agli investigatori la comunicazione del decesso di Gioachino Locicero come si legge anche in una nota stampa della Polizia Stradale delle Marche: “A causa della mancata comunicazione dell’avvenuto decesso da parte del presidio sanitario anconetano, nella flagranza del reato di omicidio stradale non veniva adottata dalla Polizia Stradale intervenuta per i rilievi del caso, alcuna misura coercitiva nei confronti dell’investitore”. Dunque la mancata comunicazione da parte dell’ospedale di Ancona ha fatto decorrere i tempi che avrebbero consentito al pm di richiedere l’esecuzione del fermo per il reato di omicidio stradale del 46enne che, ad oggi, resta libero. 

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