Giacomo da record, bagnino da pochi giorni e ha già salvato un surfista in balia delle onde

L’allarme, lungo il tratto di spiaggia tra la Torre e Bonetti, è arrivato poco prima delle 17

Giacomo Pinto

Venerdì scorso si era lasciato alle spalle la prova orale dell’esame di maturità e guardava ad un’estate fatta di divertimento, ma anche di lavoro come bagnino. La divisa da baywatch l’ha indossata quest’anno per la prima volta in vita sua, anche se stare in acqua, per lui che ha praticato anni di pallanuoto, è una condizione quasi naturale. E se per tanti guarda spiaggia il momento dell’azione arriva dopo tempo, per lui è arrivata in men che non si dica. Infatti ieri ha salvato un bagnante a Portonovo, a soli 10 giorni dalla consegna del patentino di bagnino. Si è gettato in mare per salvare un surfista. Una prova che ha consacrato alla professione Giacomo Pinto, anconetano di 19 anni.

L’allarme, lungo il tratto di spiaggia tra la Torre e Bonetti, è arrivato poco prima delle 17 quando Giacomo ha notato un surfista in acqua, attaccato alla sua tavola da wind surf, che sbracciava mentre la corrente lo trascinava via. Troppo alto il pericolo che finisse o a largo o contro gli scogli in zona Molo. Così il giovane anconetano, dopo aver lanciato l’allerta via radio, si è lanciato in acqua a bordo del pattino di salvamento. 7 minuti di remate continue in una lotta contro il tempo e la corrente, che era molto forte. Poi, arrivato dal bagnante, a 300 metri circa dalla riva, gli ha gettato il salvagente e lo ha agganciato alla sua imbarcazione. 

«Ho impiegato tutte le mie forze per tenerlo li, ma non era pensabile di portare fino a riva il pattino, agganciato all’uomo, alla tavola e alla vela da windsurf, con quel vento poi. Era umanamente impossibile, così ho tenuto duro per rimanere lì, anche perché il pericolo era che la corrente ci portasse fino al Molo, contro gli scogli» ha raccontato Giacomo. 

Altri 10 minuti di remate, di sforzo muscolare contro onde alte e raffiche di vento che, a largo, potevano spostare anche una barca a motore. Poi, finalmente l’arrivo del gommone di salvamento di Portonovo, guidato da Edoardo Rubini, che ha rimorchiato il pattino fino alla riva, all’altezza della Capannina. 

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