Ancona dà l'addio a Lorenzo, non è finita: «Ora aiutiamo anche gli altri»

Si sono svolti i funerali di Lorenzo Farinelli

Lacrime sì, inevitabili, ma anche la musica che ha accompagnato i suoi spettacoli in teatro. Alla chiesa del Santissimo Crocifisso in centinaia hanno salutato Lorenzo Farinelli, il medico e attore scomparso a 34 anni per un tumore contro cui ha lottato fino alla fine mobilitando Ancona e non solo. Prima di accompagnare la bara all’uscita della chiesa gli amici e compagni di teatro hanno intonato diverse canzoni, tra cui la colonna sonora del musical “The greatest showman”. E’ stato l’epilogo di una cerimonia toccante nella quale mamma Amalia, tra gli altri, ha voluto ricordare il figlio scomparso annunciando che la battaglia di Lollo non è finita. 

Il pensiero per gli altri 

«Lorenzo ha sempre pensato agli altri, un suo amico che ieri è venuto a trovarlo lo ha definito un soldato dell’esercito del bene- ha continuato mamma Amalia- negli ultimi giorni aveva preso i suoi soldi, non quelli arrivati dalle donazioni, e li ha donati a Calogero (Calogero Gliozzo, ndr) che sta lottando con la sua malattia». Dall’altare, la donna ha fatto chiarezza anche sul destino del denaro donato dalla cittadinanza: «Abbiate fiducia in noi, ci prendiamo una pausa e poi insieme ai legali prenderemo i fondi e daremo vita a qualcosa che vi farà ricordare Lorenzo. Lui voleva che la ricerca continuasse» ha spiegato la mamma senza pronunciare mai la parola fondazione, anche se tutto lascia pensare che quello sarà il destino degli oltre 500mila euro raccolti. Amalia ha anche raccontato di aver visto solo ieri sera il video in cui Lorenzo chiedeva aiuto: «Non ero neppure tanto d’accordo, volevo che il dolore fosse solo nostro invece mi sono ricreduta perché ci è piombata addosso un’ondata di amore incredibile». La madre di Lollo ha raccontato momenti di dialogo con il figlio come le esortazioni, negli ultimi giorni, a stare accanto a Papà Giovanni: «Mi ha anche detto, “mami perché devo morire proprio adesso che ho incontrato l’amore vero?». Quell’amore, Martina, era seduta nelle prime file e sarebbe diventata la moglie di Lorenzo se quel male avesse quantomeno aspettato ancora un po'. 

“Ha lottato e ha vinto”

Quello di Amalia è stato un dolore composto, come quello di Martina e di papà Giovanni, che lui affettuosamente chiamava “papi Giò”. In tanti in silenzio, hanno ricordato il piccolo Lorenzo che 30 anni fa giocava in quella stessa chiesa con il pupazzo di Jeeg Robot. E proprio come Jeeg Robot Lollo ha combattuto: «Ha lottato e mi sento di dire che ha vinto, perché non ha permesso che la malattia lo abbruttisse nella rabbia e nella disperazione, è rimasta la persona bella che era fedele alla vita e all’amore- ha detto don Davide Duca- Il suo chiedere aiuto ci ha fatto riscoprire di essere una comunità”. Alla cerimonia funebre erano presenti anche esponenti della giunta comunale, dal sindaco Valeria Mancinelli agli assessori Stefano Foresi, Ida Simonella e Tiziana Borini. Sulla bara era poggiata una lavagna luminosa con la foto di Lorenzo e ai piedi del catafalco c’era un collage di foto che raccoglieva momenti di diversi spettacoli realizzati con la compagnia “Ritmosfera”. Tra gli interventi a ricordo del medico attore c’è stato proprio quello della sua insegnante di recitazione: “Volevi diventare anche tu insegnante, ora quel diploma te lo consegno honoris causa»
 

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