Addio ad Eleonora, la mamma coraggio morta per salvare la figlia

Si sono svolti anche i funerali della mamma morta durante la strage di Corinaldo. Tra i pensieri dal pulpito, quello commovente di una bambina

I funerali di Eleonora Girolimini

«La mamma non ce la porterà via nessuno, resterà sempre con noi nei nostri cuori». Sono le parole di Paolo Curi rivolte a una dei quattro figli che, in braccio al papà subito dopo la fine della cerimonia funebre, ha chiesto perché quella macchina lunga e grigia stava aspettando proprio la sua mamma. Eleonora Girolimini è la terza vittima della strage di Corinaldo che, in ordine di tempo, Senigallia ha salutato dopo i giovanissimi Emma Fabini e Daniele Pongetti. Aveva 39 anni. La cerimonia è iniziata poco dopo le 9 quando la bara bianca ha attraversato a spalla il piazzale che separa l’auditorium San Rocco da Duomo. Ad attendere il feretro c’erano centinaia di persone tra cui il Prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto, il Questore Oreste Capocasa, il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, il comandante provinciale dei carabinieri Cristian Carrozza e il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo. Gli occhi però erano tutti per Paolo e per i quattro piccoli che dallo scorso 8 dicembre non hanno più la loro mamma.

I funerali di Eleonora tra silenzio, dolore e appalusi – VIDEO

E’ stata proprio una delle bambine a ricordarla dal pulpito: «Cara mamma, sei stata una persona unica. L’inizio della scuola media è un periodo totalmente nuovo per me e tu mi sei stata vicina nei primi colloqui. Sono sicura che anche a mio fratello avrebbe fatto piacere che andassi da lui nel primo anno di asilo e lo stesso vale per le mie sorelle. Sono sicura che da lassù ci proteggerai ancora in tutti i passi che faremo, così come hai fatto fino all’ultimo. Ti vogliamo bene». Commovente anche il messaggio letto da un’amica delle figlie di Eleonora: «Bambini, vi daremo una parte di tutte le nostre mamme». Ricordo anche da parte del marito Paolo: «Eleonora stessa mi manda avanti, lei e i miei quattro figli e non posso buttarmi giù- ha detto l’uomo ai cronisti fuori dalla cattedrale- io ce la metto tutta, ma ci vorrebbero cinque o sei persone per sostituire una madre come lei. Guardatevi intorno, tutta questa gente voglio solo ringraziarla con il cuore». Risollevarsi dopo la tragedia non sarà semplice neppure per l’intera comunità senigalliese: «Siamo molto segnati, avremmo bisogno tanto di riflettere- ha detto il sindaco Mangialardi- aspettiamo ancora i perché di quello che è successo, c’è un’indagine in corso ma neppure la verità restituirà quei figli alle loro famiglie». Sulla bara una foto di Eleonora sorridente, la stessa immagine che aveva negli occhi anche don Vittorio Mencucci ricordando in omelia i pomeriggi in oratorio durante i quali mamma Ele preparava la merenda per tutti i bambini: «Era felice tra le altre mamme e tra i bambini». 

All’uscita, la bara è stata accolta da un lungo applauso che ha fatto dimenticare per qualche minuto la temperatura gelida e la pioggia mista a grandine. Papà Giorgio e sua moglie si sono chinati per l’ultimo bacio al feretro, così come Paolo. «Guarda, c’è la neve» ha esclamato una delle bambine di Paolo ed Eleonora mentre la bara entrava nel carro funebre per il suo ultimo viaggio. «Si amore- ha risposto una familiare prendendola in braccio- te l’avevo promesso che sarebbe arrivata». 
 

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