Da tutte le Marche per l'addio a Cristiano, punta di diamante dei Vigili del fuoco

In centinaia i colleghi arrivati da tutte le Marche, ogni corpo spiegato sotto il vessillo dello stemma dei vigili del fuoco della provincia di appartenenza

Il saluto a Cristiano

“Un giorno senza rischio non è vissuto, poichè per noi credenti la morte è vita, è luce: nel terrore dei crolli, nel furore delle acque, nell'inferno dei roghi”. Recita così un passo della preghiera dedicata a Santa Barbara, protettrice dei Vigili del fuoco. Parole che oggi hanno riecheggiato nella chiesa di Santa Maria della Neve e San Rocco a Marina di Montemarciano. Da quel pulpito il vescovo di Senigallia Francesco Manetti ha celebrato il funerale di Cristiano Lucidi, il pompiere morto venerdì scorso dopo essere caduto da una finestra del comando provinciale dorico. La bara è arrivata poco prima delle 16 a bordo di un’autoscala di servizio ed è poi stata portata davanti all’altare dai colleghi. Sulla bara, il tricolore, la foto di Cristiano sulla sella della sua moto Honda Cbr, davanti i due caschi che lo hanno sempre protetto nella vita. Quello da vigile del fuoco, con cui ha affrontato i pericoli del lavoro, in mezzo agli incendi, le alluvioni e i disastri e quello da motociclista con cui si è sempre tutelato mentre correva sulle piste per il motociclismo. Una passione grandissima quella per le due ruote, come testimoniato anche dalla presenza di decine di centauri del Motor club dei vigili del fuoco, pronti fuori dalla chiesa, in sella ai loro bolidi, per salutare il feretro, dando gas a più non posso, mentre le autobotti parcheggiate nello spiazzale creavano una sorta di accompagno con le loro sirene, come per non far sentire solo Cristiano che, come nella vita, neppure oggi era solo. 

In centinaia i colleghi arrivati da tutte le Marche, ogni corpo spiegato sotto il vessillo dello stemma dei vigili del fuoco della provincia di appartenenza. Tutti schierati intorno alla bara ai lati dell’altare. E poi 4 del comando dorico, 2 a destra e 2 a sinistra, come a formare un cuscinetto protettivo intorno al collega scomparso troppo presto. C’erano anche le autorità: il Capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco Gioacchino Giorni, il Direttore regionale dei vigili del fuoco Antonio La Malfa, il Comandante provinciale Dino Poggiali e altre autorità civili e militari, tra cui il Prefetto Antonio D’Acunto, il Presidente della Provincia Liana Serrani, il comandante del Commissariato della Polizia di Senigallia Agostino Maurizio Licari, il comandante della compagnia dei Carabinieri di Senigallia Cleto Bucci e il comandante della caserma dei Carabinieri di Montemarciano il maresciallo Alessandro Marzano. Dopo l’omelia, Fabrizio Mancini, funzionario del comando di Ancona ha letto la preghiera del vigile del fuoco. Poi all’altare è salito il Comandante dei vigili del fuoco Dino Poggiali, che aveva preparato un discorso a cui ha poi rinunciato per leggere invece le parole di un vigile del fuoco, non si sa chi, uno sconosciuto, «comunque uno di noi» ha detto Mancini, che gli si è avvicinato poco prima porgendogli un foglio.

L’ultimo viaggio sull’autoscala tra applausi e rombi di motori – VIDEO

La lettura

“Abnegazione, sacrificio, passione, competenza. Tutto ciò per dare quotidianamente sicurezza a tutti noi, attraverso la tua presenza, in favore di una rigorosa efficenza dei mezzi di questo comando. Oserei affermare che eri la punta di diamante del settore, in cui riporre la massima fiducia e stima. Inoltre Cristiano avevi anche una famiglia a cui pensare, una amatissima moglie, due splendidi figli, un papà, una sorella e tanti tantissimi amici e conoscenti a cui dedicare il proprio tempo, che spesso risultava insufficiente, tanto forte era il legame che ti stringeva al lavoro che facevi. Noi tutti non potremo mai ringraziarlo abbastanza per quanto egli ci ha saputo dare con il suo impegno. Ci verrà naturale ricordarlo per sempre, immaginandolo da adesso insieme a tutti gli altri colleghi che si appresta a raggiungere.  Ti ricorderemo quotidianamente. Cristiano, continueremo a volerti un mondo di bene. Rimarrà indelebile la tua presenza nei nostri cuori. Prenditi ora il tuo tempo e riposa in pace. Ciao Cristiano”. 

E’ così, mentre i primi andavano in prima fila per abbracciare Michela, i piccoli Giorgia ed Edoardo e papà Franco, tutte le Marche hanno applaudito quelle parole e la memoria di Cristiano per più di 30 secondi. Poi la bara è stata silenziosamente portata all’esterno, caricata sull’autoscala e portata in processione fino al cimitero di Marina Di Montemarciano, dove è stato sepolto il corpo di Cristiano Lucidi, vigile del fuoco morto durante il proprio servizio. 

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