Addio Astolfi, Brandoni: «Quanti scontri ma gli devo gratitudine e riconoscenza»

L'ex primo cittadino Goffredo Brandoni sul pulpito per l'ultimo saluto a Lamberto Astolfi, padre del centrodestra cittadino e suo primo sostenitore nel 2008

il feretro al termine della funzione

Una folla commossa assiepata dentro la piccola chiesa di Case Unrra, Santa Maria Goretti, per l’ultimo saluto a Lamberto Astolfi, padre politico del centrodestra falconarese, scomparso all’età di 62 anni. In prima fila il figlio Matteo, negli ultimi 10 anni assessore comunale ai Lavori Pubblici, con la moglie Yasmin Al Diry, attuale vicesindaco. Con loro anche la moglie del defunto, Rosella, e l’altro figlio Tommaso. Stretti l’uno all’altro con, a fianco, Luciano e Ivano Astolfi, fratelli, quest’ultimo consigliere comunale fino alla passate legislatura. In chiesa tante gente comune, soprattutto del piccolo microcosmo di Case Unrra che rispecchia un po’ la Falconara che fu: quella dove ci si conosce un po’ tutti e ci si fa in quattro per dare una mano al vicino di casa. Lo ha ricordato anche l’ex sindaco Goffredo Brandoni, attuale presidente del consiglio comunale, nel portare il saluto di commiato da parte di tutto il consiglio comunale, della giunta e del sindaco Stefania Signorini. Il primo cittadino era comunque presente tra i banchi insieme, tra gli altri, agli assessori Clemente Rossi, Raimondo Mondaini, Marco Giacanella e Valentina Barchiesi, alcuni consiglieri comunali ma anche l’ex parlamentare di An, oggi consigliere comunale ad Ancona, Carlo Ciccioli. «Non dimenticherò mai tutti gli incontri che facevamo in Comune per migliorare il quartiere di Case Unrra. Se miglioramenti ci sono stati in questi anni lo dovete alla sua tenacia – ha detto Brandoni - Con Lamberto ho avuto incontri e scontri. Luciano dice sempre che gli Astolfi sono persone che si infiammano subito, che sembrano burbere e dure ma, in realtà, sono persone buone. E leali, aggiugo io». 

Brandoni ha anche ricordato come sia stato proprio Astolfi, allora scelto come coordinatore del Pdl cittadino, a sceglierlo per la candidatura a sindaco poi vinta al ballottaggio contro Lodolini, prima storica vittoria del centrodestra in città. «Se ho raggiunto un importante traguardo, di essere sindaco della nostra città per 10 anni, è grazie a una persona nel 2008 mi ha voluto fortemente: Lamberto Astolfi e io questo non lo dimenticherò mai. Gratitudine e riconoscenza, sono le prime due parole del mio vocabolario». Poi, rivolto ai figli, ha raccomandato loro «mantenere vivi i valori il ricordo e gli insegnamenti che vi ha trasmesso vostro padre». Toccanti anche le parole di Valentina Astolfi, la nipote, che ha ricordato Lamberto come «un grande uomo, un esempio di vita. Ci ha insegnato il valore della famiglia, dell’onestà, dell’integrità morale e della coerenza: non dimenticheremo mai quanto ci hai insegnato. È stato colonna portante per i cari, punto di riferimento per gli amici, ha fatto sempre valere i suoi ideali con fermezza. Chiaro e diretto, con quel modo di fare che appartiene solo ai coraggiosi. Riusciva a trasmettere la giusta carica per affrontare i problemi ed era sempre pronto ad ascoltare per poi dispensare consigli preziosi. Un cittadino sempre attivo e disponibile per la comunità, buono, umile, forte, laborioso e tenace. Ha lasciato un grande vuoto ma ha riempito il cuore di tutti».

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