Famiglia con 3 bimbi senza acqua calda: «Il Comune non ci degna di una risposta»

In via di Passo Varano l'appartamento ha grossi danni. Deve intervenire l'impresa edile che però è bloccata dal DPCM. Il proprietario chiede un aiuto concreto dalle istituzioni che, però, sono sorde a telefonate e post

«Io non ci dormo la notte. Sto male quando penso a quella famiglia che vive senza acqua calda da ormai tre settimane. Nessuno fra Comune, Questura e Prefettura ha mosso un dito per aiutarci. L’unico ad impegnarsi in prima persona è stato il consigliere comunale di Altra Idea di Città, Francesco Rubini. Ma i giorni passano e queste persone non sanno come lavare i vestiti perché la lavatrice non va e non possono nemmeno farsi una doccia calda». Sono le parole colme di rabbia di Flavio Fiorini, il proprietario dell’appartamento in via di Passo Varano 372, che ormai dall’8 aprile è costretto a far vivere i suoi affittuari con un bagno fatiscente e in condizioni disumane. A farne le spese sono la mamma, tre bambini piccoli e il papà che, peraltro, lavora in un istituto di ricovero dove la sanificazione e l'igiene personale in questo momento sono vitali.

Dopo numerosi appelli, finalmente, si apre uno spiraglio. Infatti l'assessore comunale Emma Capogrossi ha deciso di rispondere all'appello.

«Trovare una soluzione e contattare il proprietario», la risposta dell'assessore

Ma ripercorriamo la storia: «Prima dell’emergenza sanitaria stavamo facendo i lavori in casa per rimuovere le tubazioni marce – spiega l’idraulico Diego Gagliardi della Free Service che è intervenuto sul danno – ma la situazione nel bagno è peggiorata, l'impianto era molto vecchio e, nel frattempo, è scoppiato il Coronavirus. Ci siamo mossi più in fretta possibile per eliminare le tubazioni vecchie e per sistemare in maniera provvisoria le perdite. Non potevamo fare di più a livello di idraulica. Ora occorrono al più presto dei lavori di muratura. Il problema è che l’impresa edile non può fare proprio niente». Infatti, nel Decreto del 10 aprile si legge: “in materia di edilizia…non sono consentite le opere minori che non siano funzionali all’espletamento di attività economiche come ad esempio legate all’edilizia residenziale”. Dunque il testo parla chiaro: i muratori non possono sistemare nessun pavimento in casa di un privato.  

Nel frattempo, il proprietario ha tentato in ogni modo di avere una risposta dalle Istituzioni: «Ho telefonato incessantemente per due giorni di fila chiamando la Questura - spiega Flavio Fiorini - ma nessuno mi sapeva dare una risposta chiara. Così venerdì ho deciso di scrivere un post alla nostra Sindaca nella speranza di sortire qualche effetto». Ecco il testo della lettera che il proprietario ha scritto al sindaco Valeria Mancinelli e di cui ancora non si ha risposta: "Carissima Sindaca, sono un cittadino anconetano con un grave problema sul quale vorrei un suo parere/intervento. In un appartamento di mia proprietà a Passo Varano,  c'è l’impianto idraulico fuori uso per una rottura. Sarebbe necessario l'intervento dell'idraulico e di un muratore per il ripristino per lo meno dei sanitari del bagno. Ho già incaricato la ditta che però non può andare perché la questura non autorizza. Il nucleo familiare degli inquilini è di 5 persone, i genitori e tre bambini sotto i 10 anni. Dall'8 di aprile sono senza riscaldamento e senza acqua calda, Prefettura e Questura mi hanno detto che non rilasciano autorizzazioni. Non so più a chi rivolgermi".

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Insomma, una situazione già grave di suo che è resa ancora più pensante dal silenzio delle istituzioni. «Io provo vergogna nei confronti di questa famiglia – conclude Flavio – questo mese ovviamente non chiederò l’affitto, ci mancherebbe. Ma spero davvero che qualcuno possa aiutarci con una deroga e un aiuto concreto per ridare una vita dignitosa a queste cinque persone».

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