Coop Casa Marche, il cantiere fantasma può ripartire e la banca fa lo sconto ai beffati

Il doppio annuncio è arrivato dal sindaco durante l'assemblea con gli ex soci, che dopo il fallimento della cooperativa rischiano di pagare ex novo l'importo delle case acquistate

Il cantiere

Palazzine incompiute con impalcature ancora montate, erbacce e divieti di accesso accanto ad appartamenti abitati. Asfalto, marciapiedi e illuminazione? Non pervenuti, al posto dei lampioni ci sono le gigantesche gru-banderuola abbandonate che spostano i bracci meccanici sopra i tetti di Pietralacroce a seconda di dove soffia il vento. Diversi palazzi sono stati lasciati alle fondamenta. Nel cantiere dell’Apl4, accanto al Forte Altavilla, ci sono circa 60 famiglie che hanno preso possesso delle abitazioni ma che rischiano di dover pagare nuovamente l’intero importo delle case già acquistate (53 appartamenti abitati su un progetto che ne prevedeva 200). Il piano è fermo da 5 per le difficoltà economiche e il successivo fallimento della Coop Casa Marche, la società che doveva realizzarlo. Il paradosso è che gli acquirenti hanno saldato per intero l’acquisto delle abitazioni, ma la cooperativa non ha mai estinto le relative ipoteche. Risultato: dopo il commissariamento della Coop, formalizzato nel 2015, e l'avvio della procedura di liquidazione le famiglie non figurano giuridicamente tra i creditori e le banche si sono rivolte direttamente a loro per il recupero delle somme. Il rischio del pignoramento è dietro l’angolo ma l’intervento del Comune ha riacceso le speranze e nel quartiere fantasma potrebbero anche ripartire i lavori.

Il taglio del debito per gli ex soci

Lo spiraglio è arrivato ieri pomeriggio nell’incontro tra il sindaco Valeria Mancinelli, il vicesindaco Pierpaolo Sediari, il consigliere Pd Susanna Dini e le stesse famiglie nella parrocchia del centro Poifunzionale di Pietralacroce. Le buone notizie all’orizzonte sono due: la disponibilità di Ubi Banca, il principale creditore, a trattare sull’abbattimento del debito e l’interesse già manifestato da alcune imprese edilizie marchigiane a riprendere i lavori del cantiere. La stessa Mancinelli e l’avvocato Maurizio Barbieri, portavoce dei legali degli ex soci beffati, hanno incontrato a Bergamo i rappresentanti del Consiglio di Sorveglianza di Ubi Banca. La parola d'ordine è stata ripetuta più volte dal primo cittadino durante l'incontro: «Piedi per terra». La banca però «ha dichiarato la disponibilità a cancellare gli interessi moratori e procedere in via transativa a un abbattimento del credito che altrimenti, giuridicamente, le spetterebbe per intero- ha spiegato la Mancinelli- la loro disponibilità, insomma, è quella di trattare su quella che tecnicamente si chiama la “sorte capitale” del mutuo a suo tempo concesso». Ma quale sarà la percentuale di abbattimento del debito? «Ancora non è stato definito, la trattativa ora dovrà essere portata avanti dai legali degli ex soci, ma delle risposte arriveranno nell’arco di qualche mese- ha proseguito il sindaco- l’unica cosa che l'amministrazione poteva fare è far capire all’istituto di credito che qui non siamo difronte a una normale situazione di debitori morosi, ma a una vera e propria tragedia sociale e crediamo che la banca questo l’abbia compreso, il vantaggio è che ora ci sono interlocutori certi ai massimi livelli». 

Il cantiere verso la rinascita?

L’altra buona notizia riguarda la sorte del cantiere: «Una parte dei soci, pur avendo anche in quel caso pagato il totale della casa, non l’ha ancora vista costruita perché ci sono dei lotti della cooperativa ancora non edificati. Ci sono però imprese edili che hanno già manifestato un loro interesse all’acquisto di quei lotti e alla realizzazione di abitazioni che sicuramente non saranno gratis per i soci, ma se l’acquisto dell’area avrà dei costi contenuti ci potrebbero essere dei prezzi accessibili per chi purtroppo si è trovato in questa situazione».
 

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