Falconarese, 97 anni di calcio a un passo dal baratro: squadra in vendita

Nel 2019 si dovrebbe festeggiare il centenario ma il futuro è pieno di incertezze. La squadra, retrocessa in Terza Categoria, è in vendita. Intanto i vecchi dirigenti tentano una nuova strada

La Falconarese è in vendita ma il rischio che la storia quasi centenaria della squadra di calcio cittadina sia giunta al termine è dietro l'angolo. A un passo dallo spegnere 100 candeline – nel 2019 - e dopo la stagione più buia terminata con la retrocessione in Terza Categoria, i cieli biancoverdi sono pieni di nubi. Difficile capire cosa accadrà. Quel che è certo è che gli attuali vertici societari, arrivati in via dello Stadio la scorsa estate per cercare di risollevare la squadra in categorie più prestigiose, sono alla ricerca di acquirenti e desiderosi di abbandonare la nave. Per inquadrare la situazione occorre fare un passo indietro. Al campionato 2012/2013 con la Falconarese in Promozione. Annata da dimenticare. La Falco perde ai playout contro la Belvederese ma anziché scendere in Prima Categoria, si decide di ripartire dalla Seconda. Ufficialmente, dietro la scelta, la mancanza di denaro e la volontà di ridurre i costi ripartendo con i giovani del vivaio. I due anni successivi passano senza infamia e senza lode. Nell'estate 2015 arrivano i nuovi proprietari. Viene fondata una srl, partecipata al 20% dai vecchi dirigenti. L'obiettivo? Riallacciare i rapporti con la città, riportare gente allo stadio e arrivare al centenario almeno in Promozione

I rapporti, tuttavia, non decollano nemmeno tra nuovo e vecchio managment. Anzi. Le spese, spropositate per un campionato di Seconda Categoria (si parla di 40mila euro tra tecnici, giocatori e gestione del Roccheggiani, al netto dello stanziamento comunale per la gestione dell'impianto) e gli scarsi risultati portano già alla pausa invernale all'esonero del mister Carletti e all'addio di diversi giocatori. A complicare ulteriormente la situazione l'arresto di uno dei dirigenti (per questioni non legate allo sport) che ha privato la squadra del raccordo tra società e giocatori. A fine marzo i vecchi dirigenti abbandonano la società. Il resto è storia recente. Con i falchetti retrocessi dopo la sconfitta in casa allo spareggio playout contro il Victoria Strada, frazione di circa 1000 anime del Comune di Cingoli. E ora? Tra nuovi e vecchi dirigenti la faida prosegue. Questi ultimi, nonostante tutto, non si danno per vinti e sono pronti a lanciare Falco 1919, società ex novo, contando sull'interessamento di un imprenditore edile del territorio. Ci sarebbe già la disponibilità della bandiera Emanuele Bussoletti (oltre 500 presenze in biancoverde) a fare da allenatore. L'ex ds Simone Rosi è in pressing sulla Falconarese per far svincolare i giocatori della prima squadra e della juniores e portarli alla Falco 1919. La srl per ora non risponde e cerca un acquirente. Ci sono contatti con un paio di realtà – tra cui ci sarebbe anche l'Olimpia Falconara – per la vendita dell'unica ricchezza rimasta in campo: il blasone del titolo sportivo.

Per salvare almeno il campionato andrebbe fatta domanda di ripescaggio ma i tempi sono stretti: il termine ultimo è mercoledì 29 giugno e servono 950 euro. Poi c'è tutto luglio per l'iscrizione al campionato di Seconda (altri 1.640 euro più assicurazioni, tempo fino al 29 Luglio). Senza non rimane che preparare la stagione in Terza Categoria (1.290 euro più assicurazione per l'iscrizione e tempo fino al 26 Agosto). Tutto questo in una situazione calcistica cittadina a dir poco surreale. A fronte di un pubblico sempre meno interessato, a calcare i rettangoli verdi sono ben 6 squadre tra Prima Categoria (Castelfrettese e Fc Falconara), Seconda Categoria (Olimpia Falconara e Cral Palombina Vecchia) e Terza Categoria (Up Castelferretti e, per ora, Falconarese). Più - e arriviamo a 7 - la Falco 1919 se il progetto dovesse andare in porto. Derby tra poveri. E il Comune, proprietario degli impianti? L'argomento Falconarese non è stato mai in agenda. A breve dovrebbero uscire i bandi per l'affidamento degli impianti sportivi. Se sembrano scontati gli abbinamenti Cral-campo Neri e Castelfrettese-Fioretti è difficile ipotizzare chi uscirà vincitore dal bando per lo stadio Roccheggiani, principale struttura cittadina, sulla quale l'amministrazione sta investendo ma che al momento non sembra alla portata degli attori presenti sulla scena.

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