Falconarese, addio al Roccheggiani: l'impianto è tornato al Comune

Pur in scadenza di convenzione, la società di via dello Stadio ha rimesso il mandato. In vista dei nuovi bandi di assegnazione regna l'incertezza attorno al primo impianto cittadino

Retrocessi, in vendita e ora anche l'addio alla gestione del Roccheggiani. È una Falconarese in smobilitazione quella che, retrocessa nel gradino più basso del calcio federale, abbandonata dai dirigenti storici nel corso dell'anno, si trova di fronte a un bivio: vendere la società oppure andare avanti iscrivendo la squadra alla Terza Categoria. Intanto, da una decina di giorni, il Comune è tornato alla gestione diretta dell'impianto sportivo. Custodia del Roccheggiani, con le aperture e chiusure anche per quanti utilizzano la pista di atletica, pulizia degli spogliatoi e taglio dell'erba vengono esiguiti da personale interno all'Ente. Già il taglio dell'erba era stato effettuato dallo stesso Comune prima della missiva biancoverde. La spesa? Sarà stralciata dall'importo previsto dalla convenzione. «La situazione ci preoccupa parecchio – commenta l'assessore allo Sport, Clemente Rossi – anche perché a parte una lettera con la quale è stata lasciata la gestione non abbiamo notizie ufficiali. L'auspicio è che si riescano ad avere i bandi per la metà del mese e gli affidamenti a fine luglio». Se questa tempistica non dovesse essere rispettata scatteranno proroghe per gli attuali gestori. Una situazione più chiara, rispetto ai bandi, si avrà martedì 28 giugno in Commissione Sport.

Il vero nodo è la gestione del Roccheggiani. Ci starebbero pensando Fc Falconara, Olimpia Falconara e Falco 1919. Quest'ultima, nuova come società ma composta dagli storici dirigenti della Falconarese in fuga dalla srl dell'ultimo anno, hanno le idee chiare. «Il nostro – spiega Fabrizio Baldoni, ex dirigente della Falconarese e ora vicepresidente di Falco 1919 - è un tentativo di portare avanti la storia dei biancoverdi ripartendo da una bandiera come Emanuele Bussoletti, che per 25 anni ha vestito questa maglia, come allenatore e da un presidente donna: Elisa De Grandis. La Falconarese? Già ai primi di dicembre c'era grande confusione nell'ambiente. Poi sappiamo come è finita». Difficile secondo i falchetti "storici" fare diversamente per evitare la frammentazione tra società. Castelferretti ha conti in ordine e ancora un suo campanile storico anche se ridimensionato negli anni in quanto a pubblico. Il Cral, con il quale dallo scorso anno c'è un accordo per il settore giovanile unico, non si è fatto sfuggire l'occasione di giocare un campionato di Seconda (salvezza proprio a scapito dei falchetti). Con l'Fc ci sono vecchi rancori. «L'ideale sarebbe fare un'unica squadra forte – ammette Baldoni – e tenerne un'altra per categorie inferiori ma anche l'età anagrafica dei vari dirigenti si unisce al campanile». Un dialogo tra sordi

Dunque, si va avanti con Falco 1919. E con l'attrito con la Falconarese. In ballo c'è anche la questione giocatori. Una decina, sotto i 25 anni, sono ancora legati ai biancoverdi. «Andrebbero svincolati – spiega Baldoni – non perché li vogliamo noi ma per rispetto. Non sanno cosa sarà del loro futuro e anche se sono cercati da da squadre di categoria superiore restano legati alla Falconarese e nel dubbio di cosa accadrà. Devono poter scegliere. È una questione di rispetto per ragazzi che giocano da una vita con noi». Tornando ai bandi, va registrato l'intervento di Andrea Rossi, consigliere comunale del Pd che auspica la convocazione della Consulta dello Sport e che «i principi di base dei bandi siano decisi insieme. Su un punto siamo però irremovibili: il valore sociale dello sport, contro ogni tentazione di trasformarlo in un business. Come Pd abbiamo incontrato i giorni scorsi un'ampia e qualificata delegazione di società sportive le quali ci hanno manifestato preoccupazione per il proprio futuro. A questo proposito riteniamo che sia indispensabile e prioritario convocare urgentemente la Consulta, organismo previsto ma inopinatamente mai convocato. Quella è la sede in cui ci sono le giuste competenze per fare una valutazione dello stato dell'arte dello sport e degli impianti falconaresi anche in prospettiva. È  fondamentale che questa amministrazione non proceda in maniera autoreferenziale ma che ascolti i consigli di chi da anni si occupa di questo».
 

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