Falconara, passa il bilancio dell'austerity: taglio su asili e mensa

Asili e mensa a pagamento anche per i meno abbienti. La maggioranza approva la Finanziaria comunale. Per far fronte a 1,5 milioni in meno in arrivo una drastica riduzione delle spese con mutui rinegoziati, più multe e maggiore lotta all'evasione

Con 11 voti favorevoli e 6 contrari (Pd, Falconara Bene Comune e Insieme per Mastrovincenzo) è stato approvato ieri sera il bilancio di previsione 2015 del Comune. "Uno dei più difficili che ci siamo trovati ad affrontare da 8 anni a questa parte". Come lo ha definito anche in Commissione Finanze l'assessore Raimondo Mondaini che, tra riduzione delle risorse statali, contenziosi e affini ha dovuto coprire un ammanco da 1,5 milioni di euro". Come? L'indirizzo della maggioranza è stato quello di non aumentare la pressione fiscale sugli immobili (Tasi e Imu) e anche la raccolta dei rifiuti (Tari) non ha subito innalzamenti ma anzi ha confermato le agevolazioni già previste (che costano alle casse comunali circa 125mila euro). Così facendo si è intervenuti sulla spesa: rinegoziati i mutui - per altri 20 anni con rate annuali da 115mila euro quest'anno è 100mila nelle prossime decadi - si è puntato sulla lotta all'evasione e su maggiori sanzione da codice della strada (controlli entrambi da intensificare per arrivare complessivamente a quota 140mila euro). "Dovrà essere riorganizzato - ha spiegato Mondaini - il lavoro degli uffici considerando prioritario tale obiettivo; si è anche previsto nel piano di fabbisogno un aumento dell’orario di servizio del funzionario della riscossione".

Tra i tagli, via il Fondo di Solidarietà (30mila euro), via le esenzioni totali per nidi e mense scolastiche (che dovrebbero fruttare 70mila euro l'anno) come la mensa gratuita per i docenti (altri 30mila euro). Sul fronte degli investimenti, le uniche somme disponibili sono quelle relative alla vendita delle quote falconaresi in Conerobus: 525.000 euro. "Abbiamo sempre assicurato il massimo impegno nell’individuare le misure necessarie a limitare l’impatto della progressiva riduzione delle risorse comunali - ha concluso Mondaini - Credo che purtroppo siamo oramai ad un punto di svolta che richiederebbe un ripensamento delle politiche nazionali che non possono continuare a fondarsi sulla rinuncia al controllo delle leve di comando dell’economia". 

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