Hotel Internazionale, primo piano da murare entro l'estate per evitare intrusioni

La struttura alberghiera di fronte alla Raffineria è da tempo meta di senza fissa dimora. Il curatore fallimentare contatta il Comune e promette interventi. Scintille in consiglio comunale

Scintille in consiglio comunale sulla situazione dell’ex Hotel Internazionale. La struttura alberghiera, una trentina di camere di fronte alla Raffineria, che fino ai primi anni 2000 dava ospitalità a operai del petrolchimico ma anche a parenti dei militari del Car che ogni mese raggiungevano Falconara per assistere al giuramento, è da tempo lasciato all’abbandono e meta di senza fissa dimora. A breve potrebbe essere messo in sicurezza. L’annuncio è arrivato da parte del curatore fallimentare che ha comunicato al Comune l’ok da parte del giudice delegato che segue il fallimento della proprietà. Sarà murato l'intero primo piano per impedire nuovi accessi abusivi. Tempi previsti: entro l’estate. La comunicazione è arrivata direttamente dal sindaco Goffredo Brandoni ma è stata al centro di una bagarre in consiglio comunale che ha visto contrapposti giunta e maggioranza da una parte e la consigliera comunale Lara Polita (Cittadini in Comune) dall’altra. La Polita chiedeva, attraverso una mozione, un impegno della giunta e del sindaco. L'hotel abbandonato è stato più volte sottoposto a blitz delle forze dell'ordine e l'estrema situazione di degrado era finita anche su internet grazie a un paio di reportage dello youtuber Matteo Montesi. L’amministrazione, in risposta alla Polita, aveva fornito tutta la documentazione il ritiro dell'atto ma la consigliera di opposizione ha voluto comunque che l’argomento finisse in aula. «Prendo atto che maggioranza finalmente si occupa di questa situazione – ha detto la Polita – Già a settembre 2014 l’assessore Rossi disse che avrebbe messo un’ordinanza ma la richiesta al giudice per sapere chi ne era responsabile è stata fatta solo a ottobre 2016. Non si è preso mai un impegno serio. Chiedo che si emetta subito un'ordinanza». Ordinanza chiesta anche dal capogruppo Pd Franco Federici.

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Accuse che hanno acceso il sindaco. «Lei dice che ci occupiamo solo oggi dell’Internazionale – ha ribattuto Brandoni - ma poi elenca tutte le cose che sono state fatte in questi due anni. Ricordo a tutti che in Italia esiste la proprietà privata. Certo che potremmo provvedere noi ma non intendo togliere soldi dal bilancio comunale per una proprietà altrui. Ci occupiamo da anni di questa vicenda. Ho incontrato il proprietario, che vive a Milano, più volte finché le sue condizioni di salute non si sono aggravate. Io ho la coscienza tranquilla». Il sindaco in teoria avrebbe il potere di emettere un’ordinanza di messa in sicurezza e, se questa non venisse rispettata, provvedere di tasca comunale per poi chiedere alla proprietà di restituire quanto speso. Il che, secondo la giunta, è un rischio. «Allo stato attuale – ha spiegato l’assessore Giorgia Fiorentini - la proprietà è completamente spogliata dalla capacità. C'è un'autorità giudiziaria in mezzo e un’insinuazione al passivo già fatta. Se facessimo qualcosa dovremmo fare un'insinuazione tardiva e rischieremo di non venire accettati e perdere i soldi». La maggioranza ha presentato una contromozione. Stesso fine, contenuto differente per mettere in luce quanto finora emerso nel corso della trattativa. «L’opposizione fa facile demagogia. È evidente – ha attaccato Marco Giacanella (UpF), presentatore della contromozione - la volontà di strumentalizzare ogni vicenda. Si ignora ordinamento italiano. Quando c'è un curatela ci si interfaccia con il curatore e con il giudice delegato. Passaggi da rispettare che impiegano tempo. Il resto sono chiacchiere da bar e quelle le lasciamo all'opposizione». Ovviamente, visti i numeri in aula, è stata bocciata la mozione della Polita (sì solo dal Pd ma non dal civico di opposizione Carmelino Proto) ed è stata approvata quella di Giacanella (ok dalla maggioranza, astenuto il Pd ad eccezione del consigliere Alessandro Giacchetta ha ha votato contro insieme alla Polita).
 

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