Fu gioiello del fitness, centro commerciale e ludoteca: oggi ci si evoca Satana

Il degrado di quel grande baraccone è la prima caratteristica che cattura lo sguardo, ma basta entrarci dentro per scoprire anche dell'altro

Uno dei simboli satanici

Croci rovesciate dipinte con inchiostro rosso su quel che resta di vetrate e pareti, murales con esplicite bestemmie, resti di falò, stelle a cinque punte e sagome disegnate con didascalie di una sola parola: “Satan”. Da anni è un simbolo di estremo degrado ma all’interno del capannone della Baraccola che comprende l’ex centro sportivo Extasy, conosciuto dai più come la "ex Busco" e l’ex centro commerciale Brico si allunga anche l’ombra del satanismo. Quello che succede realmente nelle ore serali dentro il grande immobili di via Scataglini lo sanno forse solo i piccioni che svolazzano tra i pannelli restanti del controsoffitto. Qualcosa però è successo di recente, perché l’ala estrema del fabbricato che una volta ospitava l’area bimbi nasconde cumuli di cenere date alle fiamme non troppo tempo fa. Le carcasse di volatili morti a terra possono lasciare spazio a qualunque spiegazione, ma i messaggi sui muri che richiamano al demone per eccellenza fanno gelare il sangue. 

La palude

L’edificio è abbandonato da diversi anni, l’ "Extasy" è stato al centro di diverse vicende giudiziarie e anche se al piano superiore ci sono attrezzi ginnici praticamente nuovi il resto è a dir poco fatiscente. Il tour degli orrori inizia con un varco aperto nella rete che si trova sul retro dell’Ufficio Postale. E’ anche il retro dell’ex centro sportivo, scavalcare è un attimo, occhio solo alle palline di argilla espansa che rischiano di far scivolare così come la serie di escrementi. Il “benvenuto” lo dà sulla sinistra il relitto di una vecchia imbarcazione che le erbacce non riescono a nascondere del tutto, qualche grado più a destra c’è la piscina esterna che ormai contiene solo ghiaia e tavole marce. Il grande edificio rimane sulla destra e chiunque, bambino compreso, potrebbe entrarci attraversando porte e finestroni divelti. I punti di accesso da quel lato sono almeno due, nessuno si sognerebbe di usarli nelle ore notturne e questo è già tutto dire. Se qualcuno però decide di provarci si trova dentro la sala nuoto. Ci sono due vasche, una quadrata usata dai bambini nell’epoca doro del centro sportivo e una rettangolare per l’allenamento degli adulti. L’acqua è ancora all’interno, ormai verde e putrida, con le zanzare che infestano ogni metro quadrato e i giochi lasciati a galleggiare. Lo svolazzare e il grugare dei piccioni somiglia al rumore di qualche presenza umana che in realtà non c’è, ma l’atmosfera fa già rabbrividire. Nello stesso locale c’è anche una scala, porta allo scivolo usato dai bambini nei parchi acquatici per calarsi nella piscina: un'altra epoca. Una porta conduce all’infermeria, a dirlo è soltanto il cartello perché l’armadietto dei medicinali e i corridoi che portano alla zona wellness si perdono nell’oscurità. 

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Un giro nell'oscurità

Adesso inizia davvero un giro degno della più riuscita casa stregata, solo che non è un Luna Park e in quel budello le uscite di emergenza bisogna trovarsele tra il buio pesto, ammesso che ci siano. Solo la torcia illumina docce, saune, bagni con lavandini rovesciati e spogliatoi con file di armadietti scaraventate a terra. Nei water ci sono ancora escrementi, la luce torna a vedersi solo quando si arriva al vecchio ingresso del centro sportivo con le enormi vetrate che danno su via Scataglini e quel che resta del banco accoglienza. Da qui parte un corridoio che attraversa uffici mangiati dalle carte di quotidiani datati 2006, tra scrivanie rovesciate e scaglie di vetrate sul pavimento. Dai finestroni si vede la strada anche se con lo sguardo bisogna cercarla tra i rovi, ma il solo rumore delle auto che passano e la vista del cielo (manco a dirlo, plumbeo) fa recuperare un po' di serenità. Guardando via Scataglini, sul lato sinistro, un corridoio trasforma l’ex Extasy nella ex Brico (pacchi di addobbi natalizi e resti di attrezzature meccaniche) e più avanti si entra in una vecchia ludoteca. Se il maligno c’è, qualcuno forse lo ha evocato qui. Sulle finestre sono stati disegnati pentacoli rovesciati e "forconi del diavolo", sui muri una figura con la scritta “Satan” e sui pilastri ci sono croci capovolte. Una croce rovesciata è disegnata anche su una porta, insieme alla scritta che raccomanda di non provare ad aprire quel varco. Un passaggio porta proprio dietro a quel muro, dove c’è una stanza vuota e buia ma con la torcia che riesce a illuminare una scritta su muro: “Kill yourself”. Il cumulo di cenere puzza ancora di briciato, segno che qualcuno è stato lì da poco. Se si tratta di zuzzurelloni o di veri adepti al maligno lo sanno solo quei muri, quell'inchiostro e quei piccioni. 
 

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