Bomba day, il programma dell’evacuazione: «Forze dell'ordine dentro la zona rossa»

Il Prefetto Antonio d’Acunto rassicura le famiglie che dovranno lasciare le abitazioni durante le fasi dell’evacuazione. Gli artificieri spiegano come rimuoveranno la bomba

Foto di repertorio

Forze dell’ordine con organico rinforzato e pattuglie che vigileranno anche all’interno della zona rossa durante le fasi dell’evacuazione. E’ stato il Prefetto Antonio D’Acunto in persona a tranquillizzare le 12.000 persone che domenica 20 gennaio dovranno lasciare la proprie abitazioni tra le 8 e le 19. «Le forze dell’ordine verranno rinforzate e copriranno l’area già dalla sera prima». La precisazione è arrivata in riferimento al timore, espresso da diverse persone al centralino dell’URP Comunale, di potenziali furti nelle abitazioni. Gli 800 metri di raggio dall’area Scambietti, luogo del ritrovamento dell’ordigno, non saranno però terra di nessuno: «Ci sarà un’intensificazione delle attività, le forze dell’ordine saranno anche dentro la zona rossa e appena sarà terminata l’operazione di bonifica la popolazione sarà avvisata. Alla cittadinanza però chiediamo la massima collaborazione». Le misure di sicurezza, presentate durante la conferenza stampa nella sede della Prefettura, prevedono anche il divieto di sorvolo dell’area, il divieto di attracco per le navi, la liberazione della zona dei pescherecci e lo stop alla circolazione ferroviaria. Il coordinamento è affidato al viceprefetto vicario Clemente di Nuzzo e sarà istituita l’Unità di crisi che si riunirà nella sala operativa Integrata presso il comando dei vigili del fuoco. Nell’unità lavoreranno rappresentanti dei Genio ferrovieri, Comune, Protezione civile regionale, vigili del fuoco, Capitaneria di porto, Autorità di sistema portuale, forze dell’ordine, Anac, Enac e aziende fornitrici di servizi pubblici. Il Comune, ribadendo quanto stabilito nel piano di evacuazione, ha assicurato la capienza nei tre centri di accoglienza (Palarossini, Palascherma e Palabrasili) per circa 6.000 persone: «Siamo convinti che l’appello di recarsi da parenti, amici o fuori città sia stato raccolto» ha detto l’assessore comunale alla sicurezza Stefano Foresi, spiegando che all’occorrenza saranno attivati altri due centri facoltà di ingegneria di Montedago e PalaUrbani). I centri saranno raggiungibili con mezzi propri o con il servizio navetta messo a disposizione dalla macchina comunale. 25 sono finora le persone bisognose di assistenza: 15 hanno richiesto il trasporto verso le abitazioni dei familiari mentre 10 saranno ospitati dalla sera del 19 gennaio a lunedì 21 in strutture attrezzate: «Nei prossimi giorni conosceremo il numero delle persone che non possono muoversi». Circolazione ferroviaria off-limits tra le 9 e le 19. I treni arriveranno e partiranno nelle stazioni a nord e sud di Ancona: Falconara e Jesi per la direttrice nord e verso Roma, Varano e Civitanova per i convogli in direzione sud. Ancona sarà letteralmente bypassata con dei bus navetta che collegheranno le varie stazioni. Rete ferroviaria Italiana invita a contattare il numero verde 800 89 2021. 

Il lavoro degli artificieri 

L’evacuazione scatterà alle 5 del mattino con i mezzi di soccorso che percorreranno le vie interessate con le sirene accese. L’area dovrà essere sgomberata entro le 8 e un’ora dopo gli artificieri del Genio Ferrovieri dell’Esercito inizieranno le operazioni di bonifica. L’ordigno risale alla seconda guerra mondiale, è di fabbricazione britannica e pesa 246 libbre (oltre 110 kg). L’esplosivo è composto da diverse decine di kg di tritolo. Il maggiore Andrea Podestà ha spiegato come i militari interverranno sulla bomba: «L’ordigno è dotato di due sistemi di innesco e verrà rimosso prima quello nella parte anteriore con un sistema a distanza. Questi sistemi, detti pistol, verranno poi fatti brillare in loco ma si tratterà di esplosioni a bassissimo potenziale che chi non sarà sul posto non potrà neppure udire. Il corpo bomba verrà poi messo in sicurezza con un sistema ad acqua e sabbia ad alta pressione, poi verrà portato in una cava che ci indicherà la prefettura per il brillamento successivo». Finirà tutto alle 19? «E0 come il motore di una macchina- conclude Podestà- se non apri non puoi prevedere i tempi di intervento. L’ipotesi di un prolungamento dell’evacuazione al 21 gennaio possiamo escluderla, al massimo verrebbe posticipato il brillamento». 

il prefetto antonio d'acunto e stefano foresi-3


 

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