Declassato l'aeroporto Sanzio: a rischio le apparecchiature più tecnologiche

Il declassamento a aeroporto minore significherà meno sviluppo e meno apparati tecnologici. A lanciare l'allarme la Cisl mentre dalla Regione arrivano rassicurazioni

I grandi progetti di sviluppo dell'aeroporto delle Marche potrebbero volare via. Il Sanzio è stato declassato da Enav alla "categoria E", cioè quella degli aeroporti minori e con basso traffico di passeggeri e merci. Una scelta che inevitabilmente ricadrà sul nuovo piano industriale di Aerdorica e sul progetto della Regione Marche intenzionata ad investire circa 20 milioni di euro per determinare lo sviluppo dell’aeroporto. L'obiettivo è raddoppiare in cinque anni il numero dei passeggeri e della quantità di merci.

Il declassamento arriva proprio adesso, dopo che con il fallimento dello scalo di Rimini, il Sanzio era pronto ad accogliere ed implementare il traffico verso l'Europa dell'Est. Proprio adesso che si prospettava un importante sviluppo legato alla Macroregione Adriatico Ionica. In questo modo viene penalizzata fortemente tutta la dorsale adriatica. «Analizzando i dati di passeggeri e merci sembra che il Sanzio abbia lo stesso volume degli aeroporti maggiori, classificati alla categoria D - afferma Marco Ferracuti, segretario regionale Cisl -. Ad esempio in Sardegna ci sono tre aeroporti classificati D, tra questi Alghero che ha lo stesso numero di passeggeri che ha il Sanzio».

L'Enav ha già avviato un programma di dismissione di importanti ausili tecnologici per la fornitura dei servizi alla navigazione aerea nello scalo dorico. «Questo significa avere meno tecnologia, significa che i passeggeri avranno meno opportunità di conoscere alcuni dati e probabilmente le grandi compagnia, che noi auspicavamo  si sarebbero servite in futuro del nostro aeroporto non lo faranno - spiega Ferracuti - Tra le altre cose, vendendo meno i voli notturni, i controllori del volo e gli osservatori meteo esperti saranno spostati in altri aeroporti maggiori. Di notte c'è il volo postale e quello del trapianto organi. In questo modo si rischia il venir meno del collegamento con Torrette». La Cisl e la Fit Marche chiedono di convocare attorno ad un tavolo le istituzioni politiche interessate, in particolare alla Regione Marche, le parti sociali e i parlamentari per analizzare la situazione e trovare una strategia per difendere l'aeroporto.

Dalla Regione Marche intanto arrivano rassicurazioni da parte dell'assessore alle Infrastrutture Paola Giorgi. «La Regione, unitamente al nuovo management di Aerdorica, segue da tempo, con la massima attenzione e attraverso frequenti contatti con l’Ente Nazionale Assistenza Volo, tutte le questioni relative all’Aeroporto, compresa la conservazione della dotazione delle attrezzature della torre di controllo. L'intenzione della giunta regionale, è di continuare insieme ad Aerdorica, nell’ azione di risanamento e rilancio dello scalo, che procede con ottimi risultati. Con Enav  condivideremo tutte le azioni inserite nel piano industriale, che prevede investimenti in attrezzature volte ad elevare la classificazione dell'infrastruttura, ampliando le possibilità di atterraggio anche in condizioni meteorologiche particolarmente avverse (foschie, nebbia ecc). Così come condivideremo i dati di traffico certificati e validati da Enac (Ente nazionale Aviazione Civile) che con 12mila movimenti collocano lo scalo marchigiano tra i primi dieci aeroporti italiani per traffico di aviazione generale (voli di privati, militari, protezione civile, cargo, aggiunti all’ordinario traffico passeggeri)».

Ma per il sindacato si tratta di rassicurazioni aleatorie. «A noi risulta che già il 16 gennaio, un apparato molto importante per misurare la temperatura e rilevare alcuni dati, sarà smantellato e ne rimarrà solo uno. Questo comporta che se uno non funziona, non si avranno alcuni dati. Oltretutto i costi per mantenerne due sono minimi mentre il danno di immagine è rilevante. Significa che i passeggeri in determinati voli e giornate non conosceranno le temperature» conclude Ferracuti. 

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