Senigallia, allarme Caritas: “Cittadine diventano squillo per fame”

Fenomeno ancora raro, ma registrato sia dall'associazione caritativa sia dalle forze dell'ordine: alcune cittadine senigalliesi hanno imboccato la via della prostituzione per poter sfamare i propri figli

L’allarme è stato lanciato dalla Caritas, ripreso poi dalla stampa, e sebbene il fenomeno per ora sia molto raro, è stato comunque registrato sia dall’associazione caritativa sia dalle forze dell’ordine: alcune cittadine senigalliesi, spinte dall’estremo bisogno e dall’impossibilità di rivolgersi ad amici o parenti, hanno imboccato la via della prostituzione per poter sfamare i propri figli.

Alcune preferiscono “esercitare in casa” per evitare problemi con le organizzazioni criminali che gestiscono il racket del sesso a pagamento, magari facendosi pubblicità su internet o per mezzo di annunci su pubblicazioni gratuite, ma polizia e carabinieri – che svolgono un presidio costante sulle strade – hanno registrato almeno tre casi anche sulla strada, vedendo le donne italiane in disparte per non “rubare il territorio” alle altre ragazze sfruttate (e soprattutto ai loro aguzzini).
Va da sé che ogni storia legata alla prostituzione sia – per lo meno nella maggioranza dei casi – legata ad aspetti di necessità (o per lo meno di sfruttamento), e non si vuole intendere in alcun modo che la situazione sia più grave di altre solo perché coinvolge donne del territorio, ma il fenomeno esiste e ne va preso atto.   

Anche l’assessore alle Pari Opportunità Paola Curzi, dalle pagine del Messaggero, conferma l’esistenza del fenomeno, e invita le donne in difficoltà a “rivolgersi a strutture specializzate per avere anche un supporto psicologico”. Il Comune sta varando un regolamento che punisce la contrattazione con una sanzione di 500 euro, ma la Caritas chiede un intervento più organico per contrastare il fenomeno, che non guardi solo al problema del decoro urbano.

 

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