Dl Dignità, Confartigianato è contro: «Disoccupazione in aumento, non serve altra burocrazia»

Negli ultimi nove anni il numero dei disoccupati è aumentano del 126%: «Il diritto al lavoro si difende qualificando i lavoratori e non con nuovi costi per le imprese»

La diminuzione degli occupati osservata tra il 2008 e il 2017, (-43 mila unità, pari al -6,7%) ha alimentato l’esercito dei disoccupati, (+40 mila unità) facendo raddoppiarne il numero dal 2008 (+126,4%). «Questi dati - afferma Marco Pantaleoni, Responsabile dell’Area Lavoro e Sindacale di Confartigianato Marche - confermano la situazione di criticità del mercato del lavoro nelle Marche, evidenziando l’urgenza di agire per favorire e creare condizioni utili ad assorbire l’esistente domanda di lavoro. A questo proposito – riprende Pantaleoni – la Confartigianato supporta e condivide tutti quegli strumenti volti a favorire sempre di più l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro; tra questi, sicuramente l’alternanza scuola lavoro, istituto che da anni aspettavamo e che va necessariamente perseguito con gli opportuni affinamenti frutto dell’esperienza maturata fino ad oggi dalle nostre Imprese. Ricordiamo che nel 2017 il 14,1% delle imprese con dipendenti delle Marche si dichiarava propenso ad ospitare studenti in alternanza scuola lavoro, incidenza
superiore di oltre 2 punti percentuali la media nazionale (11,9%)».

«Di contro prosegue Pantaleoni - si osservano con preoccupazione alcuni elementi contenuti nel recente DL Dignità: le aspettative degli artigiani e delle nostre piccole imprese di una concreta svolta sulle politiche del lavoro e fiscali per favorire una ripresa anche delle assunzioni risultano deluse da quanto contenuto in questo primo atto organico del nuovo Governo in tema di economia e lavoro. Siamo fermamente conviti che il diritto ad un lavoro dignitoso non si difende con nuova burocrazia e con nuovi costi a carico delle imprese, bensì puntando sulla competitività delle stesse e la qualificazione dei propri lavoratori per favorire la ripresa. A questo proposito, infatti, quello che risulta a nostro avviso inapplicabile per il mondo che rappresentiamo – che è l’ossatura del nostro sistema produttivo, soprattutto nelle Marche – sono le causali per estendere la durata del rapporto a tempo determinato a due anni: i tempi previsti nel Decreto non sono sufficienti per valutare la validità di un lavoratore e aprigli la possibilità di assunzione a tempo indeterminato; tale convinzione è rafforzata dal fatto che le nostre imprese ci segnalano la difficoltà a trovare figure specializzate da inserire nel proprio organico. Il DL Dignità ha completato il suo esame alla Camera e nella settimana dal 6 al 10 agosto verrà esaminato al Senato. Auspichiamo fortemente che le proposte di Confartigianato, quella sulle clausole e le altre presentate, vengano recepite in quanto siamo sicuri che una sua entrata in vigore senza adeguate correzioni metta a forte rischio numerosi posti di lavoro, e questo non ce lo possiamo certamente permettere».

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