Il silenzio militare alla cerimonia solenne, addio al maresciallo dell'Aeronautica Fabio Giacconi

Le esequie si sono tenute nell’abbazia Santa Maria in Castagnola di Chiaravalle, la stessa dei funerali della moglie Roberta Pierini. Hanno partecipato più di 200 persone, di cui più della metà commilitoni

L'ingresso della bara in chiesa

«Resterai nella memoria degli uomini e delle donne che servono lo Stato con dignità, correttezza e passione. Valori che incarnavi e che rappresentano la nostra realtà. Sei e sarai per sempre uno di noi». Così, il comandante del Centro di Formazione Aviation English di Loreto Stefano Gensini ha dato l’ultimo saluto al maresciallo dell’Aeronautica Fabio Giacconi, ucciso a colpi di pistola dal fidanzatino della figlia lo scorso 7 novembre. Parola fiere nel giorno dei funerali che si sono tenuti venerdì pomeriggio all’abbazia Santa Maria in Castagnola di Chiaravalle, la stessa chiesa in cui si sono celebrate le esequie della moglie Roberta Pierini. Partecipando ad una cerimonia solenne, più di 200 persone hanno reso onore a quella bara bianca con sopra la bandiera italiana, circondata come a protezione da uomini e donne dell’Aviazione, mentre il silenzio militare riempiva una chiesa gremita. Tra i presenti anche il Generale di Brigata Aerea Francesco Saverio Agresti, comandante della 1° Brigata Aerea Operazioni Speciali di Cervia (Ravenna), dove dal 1998 al 2007 aveva prestato servizio proprio Giacconi, prima di trasferirsi a Loreto. 

Ma il dolore più grande è quello dei familiari di Fabio. A partire dalla sorella Flavia e dal padre Sergio, la cui compagna è salita sull’altare per leggere una lettera: «Troppo presto hai spiccato il tuo ultimo volo - ha detto rivolgensodi al defunto - Ora c’è rimasta solo nostra nipote, la mia principessa 16enne. So che ha chiesto di partecipare per essere al tuo fianco in questo ultimo giorno di addio. Io e tuo papà sappiamo quanto eri orgoglioso di lei, sappiamo quanto tempo le dedicavi, noi tutti sappiamo quanto l’hai amata e con quanto impegno, insieme a mamma Roberta, l’hai cresciuta. Sappiamo che da lassù veglierete su di lei. Fabio sei stato grande. Fai buon viaggio». Parole d’amore per il 49enne originario di Milano. Ma anche per lei, la 16enne figlia dei coniugi defunti, accusata di concorso in omicidio e rinchiusa nel carcere di Napoli. Quella ragazzina attorno a cui si sono stretti tutti i familiari dei coniugi defunti, nel nome dell’amore incondizionato che Fabio e Roberta avevano per lei in vita e continueranno ad avere nella morte. 

Dallo stesso altare ha parlato anche don Giuseppe Giacani che, nella sua omelia, ha ricordato come oggi più che mai serva sempre più educare i giovani a distinguere il bene dal male, in una società ormai sempre più opulenta e lontana dai valori della cristianità. Infine l’ultimo omaggio per Fabio, è stato quello del capitano Alessia Frasca, in forze al servizio amministrativo: «Ciao capo. Voglio salutarti così come facevi tutte le volte che mi incontravi, ti voglio ricordare così, col sorriso, la battuta pronta e l’immancabile sigaro. Nei tuoi discorsi non mancavano mai le esperienze operative, la vera Aeronautica come la chiamavi tu. Ho pregato fino alla fine affinché nostra patrona ti facesse superare questa agonia, adesso accendi i motori e vola fino lassù sorridendo come hai sempre fatto quaggiù». Alla fine della messa, la bara è stata accompagnata fuori dalla chiesa da alcuni commilitoni. Il tricolore piegato con cura e riconsegnato al copro militare a cui Fabio aveva dedicato la vita. Poi il feretro ha lasciato piazza Garibaldi nel più fiero dei silenzi. Mentre resta l’immagine di Fabio a cui tutti hanno dedicato la preghiera dell’Aviatore: «Noi siamo uomini ma saliamo in cielo dimentichi del peso della carne e purificati dai peccati. Dio dacci lo sguardo e gli artigli delle aquile per portare dovunque la tua luce e sii con noi come noi siamo con te. Per sempre».

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