Dehors, anche Rosa si ribella: "Monteremo il paravento"

La sentenza del Tar delle Marche a favore di Gabriele Capannelli, il proprietario della Bontà delle Marche, ha aperto com'era prevedibile un ulteriore fronte di discussione nella "guerra dei dehors"

L'assessore Celestini (nella foto) incontrerà oggi gli operatori commerciali

La sentenza del Tar delle Marche a favore di Gabriele Capannelli, il proprietario della Bontà delle Marche, ha aperto com’era prevedibile un ulteriore fronte di discussione nella “guerra dei dehors”. Come riportato nei giorni scorsi, il tribunale ha decretato la sospensione del nuovo regolamento comunale che imponeva lo smantellamento di ogni struttura – ad eccezione di sedie e tavolini – che potesse occultare monumenti di interesse storico quali la Fontana del Calamo (le “13 cannelle”)  o l’ex convento dei domenicani.
Il gestore della gastronomia, seguito poi anche dal Caffè Giordano, si era ribellato, e il giudice aveva dato loro ragione, sostenendo che “in un periodo di particolare difficoltà economica per tutti gli operatori del settore va, in sede cautelare, privilegiato l'interesse delle società ricorrenti a poter utilizzare senza soluzione di continuità strutture per il cui acquisto hanno investito notevoli somme di denaro".

A questo punto però gli altri commercianti che si erano subito adeguati alle direttive di Comune e Soprintendenza si sono sentiti traditi: chi ha rispettato le regole è stato danneggiato, mentre chi ha resistito ha mantenuto in piedi le strutture. In prima linea ci sono i gestori di Rosa, che pur non volendo rimontare tutto come in precedenza dichiarano al Corriere Adriatico che rimonteranno alcune protezioni, almeno fino a luglio. Il punto è che, sospeso dal giudice il nuovo regolamento, gli esercenti non possono che fare riferimento al vecchio, più permissivo sulle strutture concesse. Dello stesso avviso è il gestore del ristorante “Le 13 cannelle”, perché altrimenti verrebbero usati “due pesi e due misure”.

Dal canto suo Capannelli getta acqua sul fuoco: la sentenza del Tar, sostiene, non è un punto di arrivo ma di partenza, e ora bisogna dialogare. Proverà a sbrogliare la matassa l’assessore al commercio Adriana Celestini, che oggi si consulterà prima con l’Ufficio legale del Comune per capire a fondo le motivazioni del Tar, e poi incontrerà gli operatori, in un summit dall’esito che lei stessa definisce incerto.
 

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