Degrado: l'ex Angelini di via Flaminia, fra topi e amianto

Un tempo cuore pulsante dell'intera Palombella di Ancona, oggi la struttura è un mostro di degrado sociale e amianto. Eppure di cittadini che si lamentano ce ne sono, e non sono pochi: siamo andati a vedere

Nella foto: l'ex Angelini di via Flaminia

Lo stabilimento farmaceutico dell’Angelini è stato il cuore pulsante dell’intera Palombella di Ancona per decenni, ha dato vita ad una generazione di lavoratori del settore chimico-farmaceutico, imprenditori, commercianti e famiglie della zona. Oggi l’ormai ex sede Angelini è solo un enorme mostro di cemento le cui mura diroccate nascondono un enorme immondezzaio agli occhi della società civile che è a pochi passi da lì.

Eppure di cittadini che si lamentano ce ne sono e non sono pochi, infatti costeggiando l’ex Angelini verso sud, ci si può addentrare nelle vie adiacenti  la mega struttura e si possono incontrare una serie di palazzine colorate e di recente costruzione. Tiziana Tacchi, la cui casa è sita a cinque metri circa da una facciata dell’ecomostro, ci parla di topi di grosse dimensioni, sciami di api d’estate, tanfo e pessima illuminazione. E le cose sono anche migliorate rispetto a due mesi fa spiega la signora: “Siamo riusciti ad ottenere la chiusura delle finestre i cui vetri erano pericolanti e qui davanti hanno murato un’apertura attraverso la quale entravano e uscivano persone, bestie, di tutto e di più. Questo merito lo riconosco […] però io dico - prosegue la Tacchi - non dovevano consegnare gli appartamenti se la situazione era questa perché poi ci metti le persone e queste non ci stanno.” L'intervento del Comune era infatti scattato in seguito a numerose segnalazioni dei residenti, che erano corse anche per il web grazie al noto gruppo facebook Il Rompiscatole.

A tutto questo si deve poi aggiungere che strutture di questo genere diventano facilmente centri del degrado sociale e infatti, negli ultimi anni, sono stati numerosi gli interventi delle Forze dell’ordine volti allo sgombero di persone che occupavano abusivamente i locali della fabbrica abbandonata. “I poliziotti sono stati presi anche a sassate, io l’ho visto un pomeriggio, lui aveva la pistola alla mano perché questi si erano azzardati a tirare dei sassi”, racconta sempre Tiziana Tacchi.

Impossibile entrare all’interno, le entrate sono state tutte murate e i cancelli sono stati bloccati con numerosi e pesanti catenacci, ma Luigi Cardogna, che abita all’estremità sud del complesso, non ha dubbi: “E’ tutto amianto, qui è tutto amianto ” e mentre indica i pannelli incriminati ripete: “E’ tutto amianto, ma vedesse dentro”.
Viviana Borsini, giovane barista del “Bar Dante”, ci fa vedere una recinzione messa dietro il bar a protezione della zona nord della costruzione e anch’essa lamenta la vergogna: “E’ uno schifo - dichiara Viviana - dovrebbero buttare giù tutto e fare uno spazio verde o un parcheggio ma mi sa che ci vogliono un sacco di soldi. Io ci farei un museo, il museo dell’Angelini.”

Forse è un sogno l’idea di Viviana, ma di fronte a migliaia di metri quadrati lasciati in un assoluto stato di abbandono da decenni, mettere dei sigilli e una recinzione risultano essere degli interventi oggettivamente insufficienti, Ancona e la zona della Palombella meriterebbero un nuovo progetto.




 

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