Sport: quei 15 defibrillatori comprati, distribuiti e poi lasciati inutilizzati

Quindici defribillatori acquistati, distribuiti e poi lasciati inutilizzati. Risale al 2006 la storia dei salvavita, ritirati due anni dopo per mancanza di utilizzo. Eppure il corso è gratis e dura solo tre ore

Nell'immagine: un defibrillatore

Quindici defribillatori acquistati, distribuiti e poi lasciati inutilizzati. Una vicenda che unisce allo spreco di denaro pubblico la rabbia delle vicende nazionali che negli ultimi giorni hanno fatto listare a lutto le pagine dello sport, dal pallavolista Vigor Bovolenta al calciatore Piermario Morosini, senza dimenticare ovviamente le – purtroppo – numerose tragedie locali, meno famose ma non per questo meno degne di rispetto e capaci di indurre a riflessione.

La storia è narrata dal Corriere Adriatico: nel 2006 il Comune di Ancona acquista 15 defribillatori, destinati alle strutture sportive maggiormente frequentate, ovvero il campo sportivo Conti, il Brisighelli di Ponterosso, quello di Vallemiano, di Aspio Vecchio, il complesso Figc di via Schiavoni, il Palascherma, il Pala Veneto, il complesso sportivo Carlo Urbani, le piscine del Passetto, di Ponterosso, le Savio, lo stadio Dorico, la struttura geodetica di via Valle Miano, la palestra Verbena e il Palarossini. La spesa è di 20mila euro e le macchine cominciano ad essere distribuite. Qualcosa va storto, una volta dato l’input nessuno segue più il destino delle attrezzature e dopo due anni di mancato utilizzo le apparecchiature vengono ritirate. La polvere si accumula sui salvavita e viene varato un nuovo regolamento che obbliga le società sportive a dotarsi dei macchinari e a provvedere alla formazione degli addetti, pena la decadenza della concessione dell’impianto. Vengono spesi altri soldi: 4mila euro, tra batterie ed elettrodi, per la manutenzione dei defribillatori, tirati a lucido e pronti – è la speranza – a svolgere il loro importantissimo compito.

Ai primi di aprile – divulga sempre il quotidiano – la situazione si blocca nuovamente, per le motivazioni più amare: manca la disponibilità a svolgere il corso obbligatorio per l’abilitazione dei defribillatori (un corso di appena 3 ore, tenuto gratuitamente dalla Croce Rossa), nessuno – salvo alcune lodevoli eccezioni – sembra volersi assumere questa responsabilità.
Oggi verrà annunciato ufficialmente il nuovo piano del Comune per regolare la questione, e la speranza di tutti è che si trovi il modo di uscire da questa vergognosa situazione.
 

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