Hamid è stato ucciso, arrestato il padre interrogato per tutta la notte

Il trasferimento nel carcere di Montacuto al termine di un interrogatorio durato tutta la notte. Il piccolo sarebbe stato soffocato. Sotto choc la madre

Gli inquirenti ispezionano l'auto

Il piccolo Hamid, appena 5 anni, è morto in casa ieri (giovedì 4) nonostante i tentativi di rianimarlo da parte del personale medico del 118. Hamid era stato ucciso. Nelle prime ore di questa mattina, al termine di un lungo interrogatorio durato tutta la notte, è stato arrestato il padre, un 26enne macedone, con l'accusa di omicidio. L'uomo, apparso frastornato e incalzato dal pm Valentina Bavai, giunta attorno alle 21 di ieri a Cupramontana, non ha risposto a tutto ciò che gli è stato chiesto ma ha parlato abbastanza da fornire agli inquirenti un quadro abbastanza chiaro sulla sua colpevolezza. L'uomo, disoccupato, avrebbe soffocato il figlio. Il tutto sarebbe avvenuto in auto.  In casa, al civico 17 di via Bonanni, il bambino, ancora vivo, ci è arrivato portato da parenti. Sono stati questi ultimi ad avvertire il 118. Una telefonata confusa. Prima una voce straniera pressoché incomprensibile. Poi il telefono cellulare è passato in mano a una voce dotata di italiano migliore: «Venite, c'è un bambino che non respira più».

All'arrivo dei sanitari Hamid era in arresto cardiaco e con tanto sangue al naso. Il sospetto di una violenza subita ha portato i soccorritori ad avvertire i carabinieri. Durante il soccorso la madre del piccolo, per altro in avanzato stato di gravidanza, ha avuto un malore ed è stata portata all'ospedale di Jesi. Le indagini continuano, va comunque ricostruito tutto il quadro. L'auto dove sarebbe avvenuto l'omicidio, una Toyota Yaris parcheggiata in via Bartolini, a pochi metri da casa Imeri,  è stata sequestrata e portata alla Compagnia dei Carabinieri di Fabriano che, insieme a quelli della stazione di Cupramontana, coaudiuvano il lavoro dei carabinieri del Nucleo Investigativo. 

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