Gianfranco, 50 anni in Croce Gialla e un nuovo sogno: «Vorrei un nostro museo»

«Mi sono sempre battuto per poter trovare un locale dove fare il museo storico della Croce Gialla, ho tutto il materiale da poterci sistemare dentro»

Gianfranco Bendelari e Alberto Caporalini

Mezzo secolo di volontariato in Croce Gialla, ne ha visti di tutti i colori e si ricorda ogni giorno della sua avventura. Gianfranco Bendelari, ex infermiere classe 1948, è anche la memoria storica della Onlus anconetana. Lavora ancora come centralinista e collabora nelle notti e nelle festività. Ha ancora spazio per un altro obiettivo: «mi sono sempre battuto per poter trovare un locale dove fare il museo storico della Croce Gialla, ho tutto il materiale da poterci sistemare dentro, ad esempio la barella del 1900 o il materiale del 1915 che venne usato nel terremoto della Marsica».

Di terremoti, Gianfranco, ne ha vissuti molti. Con la “Gialla” ha prestato servizio in quello del Friuli (1976), de L’Aquila (2009), dell’Emilia (2012) e perfino nell’ultimo del Centro Italia. «Sono stato a Pescara del Tronto e a Pieve Torina, ero responsabile della cucina, preparavo i pasti. Sono stato una decina di giorni nel villaggio container anche insieme ad altre associazioni, ho dato una mano e mi sono proposto di ritornarci». L’aiuto ai giovani di Pieve Torina però, Giancarlo è pronto a darlo anche dalla sua Ancona. «Dovrebbero venire dei ragazzi a vedere la città e mi sono accordato con gli insegnanti e con il sindaco per far vedere loro il porto e altre parti di città. Praticamente farò loro da guida». In mano stringe l’attestato che riporta chiara la scritta della sua iscrizione in Croce Gialla. Era il 2 maggio del 1967 quando il 19enne Gianfranco Bendelari prese servizio operativo. Una vocazione di famiglia: «Eravamo cinque fratelli che facevamo servizio nella ex sede di via Montebello. Mio fratello Gianni è stato vicepresidente, Giuliano è stato Comandante delle Compagnie. Poi c’erano Gilberto e Giancarlo, quest’ultimo mi ha portato in Croce Gialla. Anche mio figlio ha fatto il volontario fino al 2000 e tuttora è rimasto socio».

Il ricordo che conserva gelosamente in tanti anni di servizio? «Tutti, perché quello che fai lo fai per Ancona e per la gente. Il bello è anche l’ambiente stesso e gli insegnamenti che mi ha dato Carlo Cingolani (ex comandante delle Compagnie di Croce Gialla, ndr)». Stamattina in via Ragusa è stato festeggiato da tutti i volontari e dal presidente Alberto Caporalini. «Spero di poter continuare, perché mi piace stare qui» ha detto Bendelari prima di dispensare un consiglo alle nuove leve: «Se si crede nel volontariato bisogna continuare a farlo, perché volontari non si nasce ma si diventa. Capisco che per un volontario ci sia il lavoro, lo studio e la famiglia, ma spero che non lasci la Croce Gialla».

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