SILENZIO E LACRIME PER LE VITTIME DI CORINALDO

Un popolo ancora sotto choc ma deciso a percorrere poco più di un chilometro al gelo della notte con in pugno fiaccole, candele e ceri per ricordare le vittime della strage della discoteca di Corinaldo

Una donna deposita un lume vicino al retro del locale

«Non ci credo! Non ce la faccio! Non c’era nessuno che ci aiutava! Lasciatemi sfogare!». Sono parole che interrompono il lungo e straziante pianto di una ragazza che, arrivata davanti all’ingresso posteriore della discoteca, dove una settimana fa sono morte 6 persone per sfuggire ad un magma umano in fuga dal locale, non ha retto. Si è seduta e si è lasciata andare ad un pianto irrefrenabile, mentre veniva abbracciata dagli amici ed assistita da 2 volontari dell’Avis locale. Quelle frasi hanno rimbombato ieri sera davanti all’ingresso della Lanterna Azzurra di Corinaldo mentre, tutto intorno l’ingresso della discoteca, si era raccolto in un profondo silenzio il corteo della vallata. Un popolo ancora sotto choc ma deciso a percorrere poco più di un chilometro al gelo della notte con in pugno fiaccole, candele e ceri per ricordare le vittime della strage di Corinaldo e riaffermare come, da oggi in poi, conti solo una cosa: arrivare fino in fondo alla verità e ottenere giustizia per Asia Nasoni, Daniele Pongetti, Benedetta Vitali, Mattia Orlandi, Emma Fabini e Eleonora Girolimini. 

Strage in discoteca, mille fiaccole di dolore: «Siamo stati toccati tutti» - VIDEO

Sì, giustizia perché, come recitava lo striscione alla testa della fiaccolata partita dall'area industriale, “Dal concerto si ritorna senza voce e non senza vita. Giustizia per le vittime della Lanterna Azzurra di Corinaldo. Asia, Benedetta, Mattia, Daniele, Eleonora, Emma, sarete sempre nei nostri cuori”. Il corteo di più di mille persone e proveniente da tutta la provincia e le Marche, si è dato appuntamento in via del Lavoro alle 21,30. Puntualissimi, i partecipanti hanno percorso via del Cesano e via Madonna del Piano fino all’ingresso del locale notturno. Lì, tutti attorno alle transenne, si è stretta una comunità intera accomunata da un dolore infinito. Qualcuno si è diretto sul retro del locale, a due passi dal punto esatto dove hanno trovato la morte le 6 vittime e, come in una processione, uno ad uno, le persone si sono avvicinate ad un muretto per appoggiare le proprie fiaccole, riportando un po’ di luce dove prima c’era solo il buio di un locale sotto sequestro da parte della Magistratura. Allo stesso modo, all’ingresso della Lanterna Azzurra presidiato da 2 agenti di Polizia e 2 militari dell’Arma dei Carabinieri, in tanti si sono avvicinati con compostezza per deporre un fiore, un mazzo di rose, una candela o un pensiero racchiuso in un biglietto sigillato. 

Al corteo hanno partecipato anche i sindaci della vallata: di Corinaldo Matteo Principi, di Ostra Andrea Stortoni, di Trecastelli Fausto Conigli e quello di Arcevia Andrea Bomprezzi. Presenti anche il Presidente del Consiglio delle Marche Antonio Mastrovincenzo e il consigliere regionale Fabrizio Volpini. Con loro anche don Paolo Gasperini, che l’altro ieri ha celebrato i funerali di Emma e don Marco della parrocchia di Corinaldo. 

Intorno alle 22,30 i mille della fiaccolata hanno ripercorso la strada inversa per poi lasciare la zona industriale di Corinaldo. Un’ultima tappa davanti alla discoteca, quando ormai non c’era più nessuno, per 3 ragazzi. Tra loro la fisiatra Francesca Vitali, che quella notte ha perso due cugine. Ha appoggiato all’ingresso lo striscione bandiera della fiaccolata e un mazzo di rose, poi si è allontanata. Qualcuno da lontano urla con rabbia «Maledetta discoteca!». Le luci delle fiaccole lasciate nei pressi del locale non bastano per vedere chi fosse. Ma non importa. Tutta Corinaldo ora attende solo la luce della verità giudiziaria. 

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